Controllare che Windows sia aggiornato o che un certificato Secure Boot sia scaduto non dimostra che la revoca dei vecchi gestori di avvio collegati a BlackLotus sia stata applicata. Microsoft tratta come operazioni distinte l’aggiornamento dei certificati autorizzati in DB e la revoca delle firme considerate vulnerabili in DBX.
Secure Boot è una protezione del firmware UEFI che verifica le firme dei programmi eseguiti prima dell’avvio di Windows. DB contiene le firme autorizzate, mentre DBX raccoglie quelle da bloccare; la revoca dei vecchi boot manager riguarda DBX. (Microsoft spiega il passaggio dei certificati Secure Boot).
Per preparare la revoca, prima si aggiorna DB e si predispongono i gestori di avvio firmati con il certificato del 2023; poi si interviene su DBX.
Perché gli aggiornamenti di Windows non bastano a indicare lo stato di Secure Boot
BlackLotus sfrutta, secondo Microsoft, la vulnerabilità CVE-2022-21894, detta Baton Drop, per riportare i gestori di avvio di Windows a versioni vulnerabili non presenti in DBX. Microsoft ha anche riferito che alcune misure basate sulla versione del boot manager e introdotte nel maggio 2023 sono state aggirate in più casi; la revoca del certificato Microsoft Windows Production PCA 2011 è una misura più ampia.
Perciò lo stato degli aggiornamenti di Windows, l’attivazione di Secure Boot e la revoca in DBX sono informazioni diverse. (La guida Microsoft alla revoca dei gestori di avvio vulnerabili descrive il ruolo di CVE-2022-21894 e la sequenza delle mitigazioni.)
Scadenza, rinnovo dei certificati e revoca sono passaggi distinti
Microsoft ha indicato le date di scadenza di quattro certificati del 2011 e i rispettivi sostituti del 2023. La scadenza di Microsoft Windows Production PCA 2011, avvenuta il 19 ottobre 2026, non revoca da sola la fiducia nei gestori firmati con quel certificato. L’aggiornamento di DB installa nuovi certificati autorizzati; la revoca di PCA 2011 è un’operazione separata in DBX.
| Certificato del 2011 e ambito | Scadenza | Sostituto del 2023 | Database UEFI |
| Microsoft Corporation KEK CA 2011 | 24 giugno 2026 | Microsoft Corporation KEK 2K CA 2023 | KEK |
| Microsoft UEFI CA 2011, per bootloader di terze parti e applicazioni EFI | 27 giugno 2026 | Microsoft UEFI CA 2023 | DB |
| Microsoft UEFI CA 2011, per la firma delle option ROM | 27 giugno 2026 | Microsoft Option ROM UEFI CA 2023 | DB |
| Microsoft Windows Production PCA 2011, per il bootloader di Windows | 19 ottobre 2026 | Windows UEFI CA 2023 | DB |
Microsoft afferma che i dispositivi privi dei nuovi certificati possono continuare ad avviarsi e a ricevere gli aggiornamenti standard di Windows, ma non ricevono nuove protezioni di sicurezza per la fase di avvio né i relativi aggiornamenti Secure Boot. (La tabella Microsoft delle scadenze e dei sostituti distingue i certificati e i database a cui appartengono.)
Cosa preparare prima della revoca di PCA 2011
Microsoft indica un ordine preciso: aggiornare DB e distribuire gestori di avvio firmati con Windows UEFI CA 2023 prima di applicare la revoca di Microsoft Windows Production PCA 2011 in DBX. Per una distribuzione, raccomanda di provare la procedura su dispositivi rappresentativi, mantenere aggiornato il firmware del produttore e salvare le chiavi di ripristino di BitLocker.
La revoca impedisce l’avvio dei gestori Windows firmati con PCA 2011 sui dispositivi con Secure Boot attivo. Possono quindi non avviarsi supporti di ripristino obsoleti, componenti di avvio USB e componenti di avvio dalla rete che usano quei gestori. Applicare manualmente la revoca DBX prima di aggiornare DB può impedire l’avvio del dispositivo e saltare i controlli di sicurezza di Windows Update, secondo Microsoft.
Che cosa può dire un controllo di stato
Verificare che Secure Boot sia attivo risponde a una domanda sulla configurazione del firmware. La presenza della revoca PCA 2011 in DBX riguarda invece la fiducia accordata ai vecchi gestori di avvio. Nessuno dei due stati diagnostica un’infezione già presente: un PC può avere una protezione di avvio configurata senza che ciò dimostri l’assenza di un bootkit.