Le abbiamo viste interagire con gli umani attraverso canali di chat e social network (con terribili conseguenze), generare arte, giocare ai videogiochi, descrivere immagini, guidare automobili e persino ricostruire film. Detto questo, perché non lasciare che un'intelligenza artificiale realizzi il proprio film? Il risultato è Sunspring, un cortometraggio la cui storia è stata affidata a «Benjamin», una rete neurale ricorrente con memoria a breve termine, alimentata e addestrata con molteplici sceneggiature di fantascienza.

Sunspring: Guarda il film scritto da un'intelligenza artificiale
Sunspring

La domanda su cosa possa e non possa fare un'intelligenza artificiale è nell'aria da un po'. Il numero di esperimenti con reti neurali e apprendimento automatico è sempre maggiore, ma gli esempi più robusti di intelligenza artificiale sono già utilizzati da milioni di persone in tutto il mondo ogni giorno. Basti pensare al riconoscimento vocale e all'interpretazione di ciò che diciamo da parte dei principali assistenti (Siri, Google Now e Cortana) che raggiungono livelli straordinari, ma il piano è andare oltre, spingere i confini e lavorare su di essi. Questo fa sì che le intelligenze artificiali debbano addentrarsi sempre più nel «territorio umano», affrontando prima o poi concetti come filosofia e arte in tutte le loro forme. Parlando di arte… immaginiamo per un momento un'intelligenza artificiale particolarmente addestrata a scrivere una sceneggiatura di fantascienza. L'addestramento include tre elementi scelti casualmente e dozzine di sceneggiature che vanno da «2001» e «Ghostbusters» fino a «Blade Runner» e all'intera saga di «Star Wars». Cosa potrebbe uscire da una simile combinazione? Il modo migliore per rispondere a questa domanda è guardare il film:

Questo cortometraggio, che supera di poco i nove minuti, si chiama Sunspring, e ha partecipato al festival cinematografico Sci-Fi London in una categoria che impone un limite di 48 ore per la creazione del film. Un occhio allenato riconoscerà probabilmente Thomas Middleditch, protagonista della serie «Silicon Valley» che sta attraversando la sua terza stagione. Il regista di Sunspring è Oscar Sharp, e il suo collaboratore Ross Goodwin è un ricercatore di intelligenze artificiali presso l'Università di New York… il che ci porta a «Benjamin». Benjamin (nome scelto dall'intelligenza artificiale per identificarsi) si è occupato di scrivere ogni riga della sceneggiatura.

Non c'è dubbio che gli attori abbiano fatto un ottimo lavoro apportando carattere, personalità e linguaggio del corpo a ogni parte della sceneggiatura, ma immagino che lavorare con Benjamin sia stato una sfida molto particolare. Da un certo punto di vista è possibile identificare il percorso che la rete neurale ha cercato di seguire con la storia: una sorta di triangolo amoroso, carico di dramma e tradimento, ma punteggiato da frasi senza senso che a volte staccano completamente lo spettatore. In sintesi, Sunspring mette sul tavolo una domanda: può un'intelligenza artificiale scrivere la sceneggiatura di un film? Personalmente, direi di no… per ora. Creatività e intelligenza non vanno necessariamente di pari passo, e questo è qualcosa che anche le reti neurali dovranno imparare.

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