Tesla ha comunicato il 21 ottobre 2026 di aver avviato la produzione di Optimus sulle linee ad alto volume di Fremont, in California. Nel suo aggiornamento trimestrale, l’azienda ha classificato il programma californiano come «Early Ramp», ossia una fase iniziale di avvio produttivo.
Nello stesso trimestre, l’utile netto GAAP di Tesla attribuibile agli azionisti ordinari è stato di 787 milioni di dollari, contro 1,373 miliardi nel terzo trimestre del 2025. GAAP indica i principi contabili statunitensi; Tesla ha riportato un calo annuo del 43%.
I programmi Optimus di Fremont e Texas
Tesla ha indicato due fasi diverse per i suoi siti: a Fremont la produzione è all’avvio iniziale, mentre in Texas il progetto è in costruzione.
| Sito | Stato del programma Optimus indicato da Tesla nell’aggiornamento Q3 2026 |
| Fremont, California | Fase iniziale (Early Ramp) |
| Texas | In costruzione (Construction) |
I 20.000 robot a settimana sono un obiettivo futuro
Durante la teleconferenza del 21 ottobre, Elon Musk ha stimato che raggiungere un ritmo annualizzato di 20.000 robot a settimana richiederà almeno un anno, forse più. Ha previsto possibili consegne ad aziende esterne intorno alla fine del 2027, subordinandole ai progressi su progettazione, intelligenza artificiale, affidabilità e durata.
Musk si aspetta che i primi impieghi siano industriali, soprattutto per attività pericolose o ripetitive. Ha indicato questi utilizzi come una prospettiva per i primi clienti.
Le sfide tecniche riguardano software e mani
Tesla ha definito i robot usciti dalla linea i suoi primi esemplari di qualità produttiva e ha giudicato il processo attuale adatto a un prodotto commerciale. L’azienda ha anche detto che continuerà a intervenire sull’hardware e sul processo di fabbricazione.
Musk ha parlato del lavoro ancora necessario sull’intelligenza artificiale per le attività non predefinite, oltre che su sicurezza, affidabilità e durata. Konstantinos Laskaris, dirigente Tesla, ha indicato la mano come una delle aree hardware più difficili. NeoTeo aveva già seguito le difficoltà legate alle mani e ai fornitori di Optimus.
Parlando delle sfide della robotica in generale, Ken Goldberg, docente di robotica all’Università della California, Berkeley, ha osservato che produrre l’hardware non risolve le difficoltà del software. Goldberg ritiene che i problemi più complessi del settore non saranno risolti nell’arco di uno o due anni.