Il test di programmazione con IA locale sul Lenovo Yoga 9n 2-in-1 con NVIDIA RTX Spark ha prodotto una versione Windows approssimativa di un’app per Mac, non un’applicazione finita. In una prova distinta, StorageReview ha misurato 58,0 token al secondo e due esecuzioni riuscite su tre. I risultati riguardano carichi e metodi diversi.

Lenovo annunciò il Yoga 9n 2-in-1 il 3 settembre 2026 insieme al Yoga Pro 9n. Per il contesto del debutto, leggi la nostra copertura dei nuovi Yoga con RTX Spark. Il modello usa la piattaforma NVIDIA RTX Spark N1X, che abbina una CPU Grace alla grafica Blackwell.

Il porting con OpenCode ha prodotto una bozza

Nella recensione pubblicata il 26 ottobre 2026, David Gewirtz di ZDNET racconta di aver usato OpenCode v2.1.4 e Qwen3-Coder-Next 80B-A3B in formato Q4_K_M, con llama.cpp e CUDA, per adattare a Windows un’applicazione scritta per Mac. Il progetto passò da Swift a C#, prima con WPF e poi con WinUI 3. Dopo circa quattro ore, il programma generato visualizzava icone e imitava in modo approssimativo l’app originale; restava altro lavoro prima di poterlo distribuire.

La configurazione descritta da Gewirtz usava una finestra di contesto di 32.768 token, cioè la quantità di testo che il modello può considerare in una volta. Secondo il recensore, l’agente riusciva di solito a completare una o due azioni prima di dover salvare lo stato e ricaricare il contesto. È un limite concreto di quella prova, non una misura generale di tutte le attività di programmazione con IA locale.

Il test indipendente ha avuto due successi su tre

In una recensione pubblicata il 16 ottobre 2026, StorageReview descrive una prova separata su un Yoga 9n 2-in-1 con CPU a 20 core, 64 GB di memoria e SSD da 1 TB. Nel compito di programmazione tier-S con Codex CLI e gpt-oss:20b, il sistema ha raggiunto 58,0 token al secondo, con un tempo mediano di 132,5 secondi e due esecuzioni riuscite su tre. La prova usava un contesto di 64K.

Su quella macchina, 32 GB erano assegnati alla GPU e 32 GB al sistema. StorageReview non ha eseguito il carico tier-M con Qwen3.6-35B-A3B: la prova richiedeva circa 40 GB di memoria GPU, più dei 32 GB assegnati. Il dato aiuta a leggere le specifiche: i 64 GB totali della configurazione non erano tutti disponibili alla GPU in quel test.

Nel carico prolungato, temperatura e punteggio erano diversi

Nel ciclo Cinebench 2026 di circa 30 minuti, StorageReview ha registrato sul Yoga un punteggio sostenuto di 6.256 punti, pari al 100,1% del primo passaggio, e una temperatura massima di 72 °C. Nel confronto dello stesso test, l’HP OmniBook Ultra 16 ha ottenuto 6.942 punti e raggiunto 98 °C. Sono risultati di un carico prolungato, distinti dalle prove di programmazione con agenti AI.

Le configurazioni elencate da Lenovo

Per la famiglia Yoga 9n 2-in-1, Lenovo elenca due opzioni di CPU e GPU. La memoria unificata è saldata e non si può espandere.

ConfigurazioneCore CPUCore GPU BlackwellMemoria unificata
Base185.12032 GB
Superiore206.14464 GB

Per i carichi locali più impegnativi conta quanta memoria è assegnata alla GPU nella configurazione scelta. Nella macchina di StorageReview erano 32 GB, quantità inferiore ai circa 40 GB richiesti dal suo carico tier-M.

Gli 80 minuti riguardano un test di stress CPU e memoria

David Gewirtz ha registrato 80 minuti di funzionamento partendo dal 100% di batteria, con uno script che impegnava 18 processi CPU e un processo che sollecitava la memoria. Il tentativo iniziale di eseguire un carico di IA era fallito: gli 80 minuti descrivono quindi quel test personalizzato di CPU e memoria.

Lenovo dichiara un’autonomia massima approssimativa di 19,83 ore nella riproduzione locale di video a 1080p, con schermo a 150 nit. È una condizione di prova diversa dal carico di stress descritto da Gewirtz.