Unitree Go2 Pro è uno dei robot quadrupedi più interessanti per chi vuole sperimentare la robotica senza partire da una piattaforma industriale. Cammina, corre, segue una persona, mappa gli ambienti, affronta alcuni terreni irregolari e sa perfino fare la verticale. Ma la recensione complessiva è meno spettacolare dei suoi numeri: l’autonomia nel mondo reale è discontinua, il software non è sempre maturo e l’assenza di braccia o pinze gli impedisce di afferrare e manipolare autonomamente gli oggetti. È soprattutto una piattaforma per appassionati, scuole e laboratori, non un maggiordomo meccanico per casa.

Il quadro è emerso anche da un resoconto pratico pubblicato il 12 settembre 2026, relativo a un tragitto svolto nel giugno 2026: il Go2 Pro ha raggiunto il 5% di batteria e ha indicato una temperatura interna di 84 °C prima di fermarsi. Il dato è concreto; attribuire lo stop al calore o alla batteria, invece, sarebbe andare oltre ciò che l’episodio dimostra.

Il verdetto: affascinante, ma ancora acerbo

Go2 Pro convince quando deve muoversi, reagire al terreno o eseguire un gesto acrobatico. Delude quando gli si chiede di trasformare queste doti in utilità quotidiana affidabile. Non può aprire un mobile, raccogliere un oggetto o spostarlo autonomamente da terra: senza un braccio o una pinza, la parte più “domestica” del lavoro resta fuori portata.

Il suo punto forte è quindi la combinazione tra mobilità, programmabilità e accesso alla robotica a quattro zampe. Il punto debole è altrettanto chiaro: il proprietario deve accettare una macchina da seguire, configurare e talvolta aiutare, non un elettrodomestico che lavora in autonomia mentre ci si dimentica della sua esistenza.

Cosa sa fare davvero

La prova sul campo del Unitree Go2 Pro mostra ostacoli indoor, scale, ghiaia, modalità di inseguimento e acrobazie.

Il Go2 Pro offre controllo tramite app, modalità di mappatura e inseguimento, evitamento degli ostacoli, salita e discesa delle scale, programmazione grafica e comandi vocali. Può inoltre eseguire verticali, salti, capriole, danze, stretching, sedute e il gesto della zampa.

La locomozione è il suo spettacolo migliore. Su ghiaia, cordoli e alcuni tratti irregolari il robot riesce ad adattare andatura ed equilibrio; la velocità massima indicata per il Go2 Pro è di circa 3,7 m/s. Ma serve una partenza corretta: se viene avviato su una superficie non piana o con le gambe posizionate male, può agitarsi e perdere l’equilibrio.

La dimostrazione degli ostacoli racconta bene il compromesso. Il robot affronta scale e ghiaia, ma inciampa o non supera alcuni ostacoli indoor più caotici. L’autonomia esiste, dunque, ma non equivale a una navigazione infallibile: in un ambiente disordinato il Go2 Pro può richiedere supervisione.

Il confronto con un animale domestico è ancora più netto. Il Go2 Pro può seguire una persona e trasmettere immagini, ma non è un animale da compagnia e non interpreta il mondo come un cane. È una macchina mobile con sensori e routine software: divertente, istruttiva, a tratti impressionante, ma non dotata di un ruolo domestico naturale.

Batteria, temperatura e caduta

Un test separato mostra il Unitree Go2 Pro in modalità di inseguimento su una pista all’aperto e confronta due modalità di movimento.

La batteria rimovibile da 8.000 mAh è associata a un’autonomia indicativa di una o due ore. È una stima dipendente da terreno, velocità, temperatura, acrobazie e modalità operative; non va confusa con una durata garantita in ogni scenario.

Un’altra prova, svolta su una pista all’aperto e in modalità di inseguimento, ha riportato circa 2,5 miglia nella modalità normale e una distanza leggermente maggiore nella modalità più veloce. Sono osservazioni del creatore, con condizioni non standardizzate: utili per capire l’uso concreto, non per trasformare quel percorso in un valore universale di autonomia.

Il caso più istruttivo resta il tragitto riportato nel giugno 2026. Durante il ritorno in salita, con 30 °C ambientali, il robot ha indicato il 5% di batteria e 84 °C di temperatura interna prima di fermarsi. Questi due valori descrivono le condizioni osservate in quell’episodio; non dimostrano da soli quale delle due condizioni abbia provocato l’arresto.

La conclusione pratica è semplice: chi compra Go2 Pro per passeggiate lunghe, salite o uso intenso deve considerare l’autonomia come una variabile operativa, non come una promessa astratta. Il terreno conta. Anche il calore conta. E il robot non ama essere trattato come un giocattolo indistruttibile.

La strategia che abbassa i costi

Unitree Go2 Pro: robot quadrupede sorprendente, ma ancora acerbo

Una parte dell’accessibilità di Unitree Robotics deriva dalla standardizzazione meccanica. Un’analisi del Go2 Air ha individuato 12 motori identici, tre per ciascuna gamba, oltre a connettori etichettati, batteria rimovibile e gruppi delle gambe progettati per essere sostituibili. Riutilizzare componenti e geometrie semplifica produzione e manutenzione del progetto, almeno sul piano architetturale.

La stessa analisi descrive per Unitree una trasmissione relativamente semplice con rapporto 6,33:1. Il confronto citato con Boston Dynamics riguarda specificamente i riduttori degli assi dell’anca HX/HY di Spot, indicati a 51:1: non è un rapporto applicabile a ogni articolazione di Spot e non dimostra che i due robot abbiano prestazioni equivalenti.

La scelta racconta una filosofia precisa: ottenere molta mobilità con un’architettura più semplice, lasciando al software il compito di correggere continuamente piccoli errori di movimento. È una strada plausibile per ridurre complessità e ampliare l’accesso alla ricerca, ma non cancella i compromessi su rigidità, gestione termica, affidabilità pratica e assistenza.

La riparabilità è quindi un risultato a metà. Batteria rimovibile, cablaggi identificabili e moduli sostituibili sono buoni segnali; la disponibilità concreta dei ricambi resta una questione più scomoda. Un’analisi del Go2 Air ha inoltre documentato una crepa nel collo dopo prove sulle scale. Una macchina riparabile sulla carta non è automaticamente facile da mantenere nel mondo reale.

Go2 Pro e Spot non sono la stessa cosa

Boston Dynamics Spot appartiene a una categoria diversa: è una piattaforma industriale pensata per ispezioni, carichi e flussi di lavoro professionali. Go2 Pro punta invece su appassionati, sviluppatori, istruzione e ricerca. Il prezzo indicato per Spot è di circa 75.000 dollari, mentre il Go2 Pro appartiene a una fascia molto più accessibile; il confronto economico serve a capire la distanza tra i mercati, non a dichiarare equivalenza.

DimensioneUnitree Go2 ProBoston Dynamics Spot
PosizionamentoRobot quadrupede per appassionati, istruzione e ricercaPiattaforma robotica industriale per aziende e ispezioni
Prezzo indicatoFascia consumer e di ricerca; il prezzo ufficiale varia secondo mercato e configurazioneCirca 75.000 dollari nel confronto citato
Capacità rilevantiMappatura, inseguimento, evitamento di alcuni ostacoli, programmazione e acrobazieIspezioni industriali, flussi di lavoro professionali e accessori dedicati
DestinatariSperimentatori, sviluppatori, scuole e laboratoriOrganizzazioni con impieghi industriali e professionali
SostituibilitàNon è un sostituto industriale diretto di SpotProgettato per un contesto operativo diverso e più professionale

La differenza decisiva non è soltanto quanto costano. È ciò che ci si aspetta che facciano: Go2 Pro apre una porta alla robotica quadrupede; Spot è pensato per entrare in processi industriali già strutturati.

Il prezzo italiano e la decisione finale

Per il mercato italiano, una quotazione del Go2 Pro riporta 3.799 euro. È un prezzo legato a quella specifica offerta e configurazione, non una regola valida per ogni venditore o per ogni variante Go2. Il costo complessivo può inoltre cambiare con controller, spedizione, imposte e accessori.

VariantePrezzo indicatoCondizione dell’offerta
Unitree Go2 Pro3.799 €Quotazione di un rivenditore italiano; offerta e configurazione specifiche

A chi conviene? Agli appassionati che vogliono programmare, sperimentare e accettare una curva di apprendimento. Può avere senso anche in contesti didattici o di ricerca, dove mobilità, sensori e accesso a una piattaforma reale valgono più della comodità plug-and-play.

A chi non conviene? A chi cerca un robot domestico capace di raccogliere oggetti, aprire ante, riordinare o lavorare senza supervisione. Il Go2 Pro non può manipolare autonomamente gli oggetti e le sue funzioni di navigazione mostrano limiti in ambienti complessi.

Il risultato finale è intrigante, ma non indulgente: Unitree Go2 Pro porta capacità da laboratorio in una fascia più vicina agli appassionati, però lascia al proprietario una parte consistente del lavoro. È un ottimo punto d’ingresso nella robotica quadrupede e un oggetto tecnologico pieno di sorprese; come assistente domestico, invece, è ancora troppo acerbo.