Il progetto Arnica 2 di Alp Services avrebbe prodotto oltre 11.300 voci in fogli di calcolo su utenti Facebook residenti negli Emirati Arabi Uniti. In un’inchiesta pubblicata il 23 ottobre 2026, Drop Site News riferisce che la selezione si basava anche sui «Mi piace» lasciati su pagine di notizie e gruppi politici.

Che cosa avrebbe raccolto Arnica 2

Le voci riportate comprendevano nomi, luoghi di residenza, occupazioni e altri dati personali. Il progetto riguardava utenti individuati attraverso pagine selezionate, non l’intero database di Facebook.

I «Mi piace» erano un criterio di selezione, non una prova di affiliazione politica. Un rapporto di Alp Services del luglio 2017 indicava circa 1.000 presunti sostenitori dei Fratelli Musulmani negli Emirati; secondo Drop Site News, il documento collegava quelle persone ai «Mi piace» su pagine pertinenti, senza documentare altre prove di affiliazione.

Come sarebbe stato organizzato il lavoro

Un documento di Alp Services del 28 agosto 2017 elencava dieci pagine Facebook da esaminare. Il 31 agosto, secondo le comunicazioni descritte da Drop Site News, Lionel Badal di Alp Services inviò a un subappaltatore sette link di ricerca e chiese nomi e informazioni sui profili in un file Excel. Parte del lavoro di mappatura sarebbe stata affidata a Total Trust Investigations, società con sede a Bucarest.

Nell’ottobre 2017 Matar Humaid al-Neyadi, contatto emiratino di Alp Services, avrebbe chiesto e ricevuto una proposta da 55.000 € per analizzare dieci pagine e i loro pubblici. Alp Services avrebbe fatturato la somma a ARIAF Studies and Research LLC, società con sede ad Abu Dhabi, nel dicembre 2017. Drop Site News riferisce che i dati furono consegnati su una chiavetta USB nel gennaio 2018.

Che cosa risulta sull’uso degli elenchi

L’inchiesta di Drop Site News non stabilisce se gli elenchi siano arrivati alla sicurezza di Stato degli Emirati, siano stati usati operativamente o abbiano contribuito a procedimenti giudiziari. Andreas Krieg, studioso della School of Security Studies del King’s College London, ha giudicato potenzialmente preziosi per l’apparato di sicurezza elenchi che associano nomi, residenze, luoghi di lavoro e presunte relazioni politiche.