La Macchina Enigma non era impressionante solo per ciò che poteva fare, ma anche per lo sforzo gigantesco che richiese la rottura del suo cifrario. L'interesse per la Macchina Enigma è così ampio da aver dato spazio a ogni tipo di replica e a diversi simulatori online. Anni fa, un gruppo di ricercatori dell'Università di Manchester decise di esplorare Enigma da un'angolazione molto diversa, creando un modello digitale a partire da 1.500 radiografie. Questo progetto permette di conoscere meglio i meccanismi, le connessioni e il funzionamento interno della Macchina Enigma senza dover smontare (e potenzialmente danneggiare) esemplari storici.

Dentro una Macchina Enigma: i raggi X della storica piattaforma crittografica (video)
Macchina Enigma

È senza dubbio una delle piattaforme di cifratura meglio documentate al mondo (per non dire «la migliore»), ma nonostante gli anni continua ad affascinarci. La Macchina Enigma ha una storia incredibile dietro, e il semplice fatto di possederne una è un vero privilegio.

Alcune delle macchine originali hanno superato il mezzo milione di dollari nelle aste, e nel 2000 arrivarono a rubarne una dal museo di Bletchley Park per chiedere un riscatto. La strategia più semplice che potrebbe seguire qualsiasi collezionista o appassionato di crittografia è riversare i propri sforzi nel trovare una replica, che a sua volta costituisce un eccellente progetto fai-da-te di elettronica.

Tuttavia, non fa mai male assimilare quante più informazioni teoriche possibili su Enigma. Detto questo, che ne dici di una ricostruzione basata sui raggi X?

La ricostruzione 3D della Macchina Enigma

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Manchester ha scattato più di 1.500 radiografie per creare un modello tridimensionale della Macchina Enigma con un impressionante livello di dettaglio nei rotori, nel cablaggio e in altre parti che di solito richiedono lo smontaggio completo dell'unità.

La Macchina Enigma in questione risale al 1941, fu costruita a Berlino e si ritiene abbia funzionato presso il Ministero dell'Interno austriaco, a Vienna. È l'ultima a ricevere verifica e registrazione ufficiale, portando il totale delle macchine identificate a 274 (altre fonti parlano di 284).

Il suo proprietario David Cripps ha sottolineato che è la prima volta che si ottengono dettagli di Enigma a questo livello applicando una tecnica non invasiva.

È necessario ricordare che la grande maggioranza delle Macchine Enigma fu distrutta dai nazisti negli ultimi mesi di guerra, e le unità in mano britannica subirono la stessa sorte dopo la conclusione del conflitto, per preservare il profilo segreto del lavoro svolto a Bletchley Park.

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