La proposta EU KIDS Act della Commissione europea include i giochi online e prevede per i loro fornitori misure mirate di sicurezza per i minori. Non vieta espressamente i server privati né impone a ogni gioco di raccogliere documenti d’identità: la verifica dell’età certificata prevista dall’articolo 29 è collegata alle restrizioni sugli account di alcuni social network e piattaforme video. La Commissione presentò il testo, COM(2026) 681 final, il 17 settembre 2026; è una proposta legislativa sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio, non una norma applicabile.
Per il contesto sull’annuncio e sulle misure di verifica dell’età, NeoTeo aveva già raccontato la proposta della Commissione. Qui il punto è ciò che il testo prevede per i videogiochi e per i diversi servizi online.
Cosa prevede la proposta per i videogiochi online
L’articolo 2 include i giochi online tra i servizi interessati e l’articolo 3 li definisce come videogiochi o piattaforme di videogiochi. Gli articoli 8 e 15 prevedono per i fornitori misure di sicurezza pensate per i minori: tra queste, protezioni contro l’uso compulsivo o eccessivo, impostazioni e contatti sicuri e strumenti per i tutori.
Le regole proposte cambiano a seconda del servizio. Per social network e piattaforme video contano le restrizioni sugli account; per i giochi, gli obblighi riguardano la sicurezza del servizio. Gli app store avrebbero invece il compito di applicare classificazioni per età e impedire ai minori di accedere o acquistare applicazioni non adatte alla loro fascia d’età.
| Tipo di servizio | Misura prevista dalla proposta | Ambito della misura |
| Social network e piattaforme video | Restrizioni sugli account e possibile accesso limitato per alcuni utenti tra i 13 e i 14 anni | Servizi coperti che presentano il rischio specificato per i minori sotto i 15 anni |
| Giochi online | Misure di sicurezza per i minori, incluse protezioni contro l’uso eccessivo, impostazioni sicure e strumenti per i tutori | Fornitori di giochi online |
| App store | Classificazioni per età e limitazioni all’accesso e all’acquisto di applicazioni non adatte | Minori che usano gli app store |
La proposta non contiene un divieto espresso dei server privati. Il fatto che i giochi online rientrino nell’ambito del testo non risolve da solo come le definizioni e gli obblighi si applicherebbero a ogni modello di hosting privato o gestito da una comunità.
Stop Killing Games ha pubblicato il 30 settembre 2026 una critica alla proposta, collegandola ai possibili effetti sui videogiochi e sulla loro conservazione. È il punto di vista della campagna; le disposizioni giuridiche sono quelle del testo della Commissione.
A quali servizi si applica la verifica certificata
La verifica dell’età certificata prevista dall’articolo 29 è legata agli obblighi dell’articolo 6, che riguardano i social network e le piattaforme video coperti dalla proposta. Non è descritta come un requisito universale per ogni gioco. Per i fornitori di giochi, il testo prevede invece gli obblighi di sicurezza specifici indicati negli articoli 8 e 15.
Gli articoli 27–29 fissano garanzie per i sistemi di verifica dell’età: devono essere accurati, affidabili, sicuri e rispettosi della privacy. La proposta vieta di usarli per identificare, tracciare, profilare o indirizzare pubblicità agli utenti e richiede una prova a conoscenza zero. In termini semplici, questa tecnica serve a dimostrare una proprietà, come il superamento di una soglia d’età, senza rivelare l’informazione completa.
Per i servizi soggetti all’articolo 6, l’articolo 29 richiede una soluzione di verifica certificata dell’UE basata su un’attestazione dell’età fornita da terzi. L’articolo 31 prevede inoltre che gli Stati membri garantiscano almeno una soluzione europea gratuita. Questi obblighi riguardano la verifica collegata alle restrizioni sugli account, non la raccolta di documenti d’identità da parte di tutti i giochi.
Cosa prevede per gli utenti di 13 e 14 anni
Per i servizi social e video coperti che presentano il rischio specificato per i minori sotto i 15 anni, l’articolo 6 limita la creazione o l’accesso agli account attribuiti a utenti più giovani. Per chi ha 13 o 14 anni, la proposta consente al tutore di creare un account con funzioni limitate e strumenti di supervisione. L’accesso avrebbe un massimo di un’ora al giorno e il tutore dovrebbe approvare i potenziali nuovi contatti.
La misura è quindi riferita a specifici servizi e condizioni, non a tutti i giochi online. Gli obblighi per i videogiochi restano quelli di sicurezza previsti per i fornitori.
Quando si applicherebbero le regole
L’articolo 43 della proposta prevede in generale che le disposizioni si applichino sei mesi dopo l’entrata in vigore. Il termine dipende dunque dall’iter legislativo e dall’entrata in vigore del regolamento; la proposta non fissa una data di calendario per l’applicazione generale.