Gemini Canvas può usare la foto di uno schizzo per generare codice, mostrarne un’anteprima e accettare modifiche richieste a parole. È un modo per passare da un’idea disegnata a un prototipo da esplorare e ritoccare.

Dal disegno al prototipo

Interfaccia scura di Gemini con uno schizzo di app in una scheda bianca, il prompt «Can you code this app?» e i controlli «Deep Research» e «Canvas».
Video in inglese di Google Workspace: lo schizzo caricato, il codice generato, l’anteprima live e le modifiche iterative.

Google descrive un flusso semplice: carica la foto di un mock-up di app, di un tracker delle abitudini o di un tabellone di gioco, seleziona Canvas e chiedi a Gemini di scrivere il codice. Il prompt d’esempio è «Can you code this app?». Il risultato si apre in una finestra di anteprima; puoi poi chiedere modifiche a colori, caratteri o funzioni.

La sequenza era già visibile in un video di Google Workspace pubblicato il 27 ottobre 2025: caricamento del disegno, generazione del codice, anteprima live e modifiche iterative. Google ha descritto di nuovo il flusso in un post del 5 novembre 2026.

Per esplorare un’idea d’interfaccia, la sequenza è concreta: schizzo, codice, anteprima e modifiche su richiesta.

Quando i dati Workspace impediscono l’anteprima

Secondo un aggiornamento di Google Workspace del 20 maggio 2025, un’app che include dati Workspace non può essere visualizzata in anteprima. Un’app senza quei dati, invece, può essere provata nella finestra di anteprima.

Condivisione da un account Workspace

Google Workspace ha spiegato che gli utenti business ed education non possono condividere da questi account i contenuti creati in Canvas. Possono aprire un link condiviso da un account personale, ma non chiedere a Gemini di modificare o perfezionare il contenuto.