Google annuncia oggi un accordo con Stegra per acquistare certificati ambientali legati a fino a 91.000 tonnellate di acciaio della prima produzione prevista nell’impianto di Boden, in Svezia. Non si tratta di una normale fornitura: il valore ambientale viene separato dall’acciaio fisico attraverso un sistema book-and-claim, così Google può associare il beneficio ambientale alla propria strategia per le infrastrutture dei data center senza dover ricevere il materiale.

Google compra l’attributo ambientale, non una consegna di acciaio

L’accordo riguarda gli environmental attribute certificates, o EAC: certificati che rappresentano gli attributi ambientali legati a un prodotto. Nel modello di Stegra, un EAC corrisponde al valore ambientale di una tonnellata di acciaio a emissioni quasi nulle prodotta a Boden.

Il certificato e il metallo prendono quindi strade diverse. L’acciaio fisico associato agli EAC può essere venduto nei normali canali commerciali, mentre il titolare del certificato ottiene il diritto di rivendicare il relativo attributo ambientale. Per Stegra, il sistema è particolarmente adatto quando trasportare il materiale fino al compratore sarebbe poco pratico per ragioni geografiche o legate alla catena di approvvigionamento.

La società prevede inoltre di applicare gli EAC all’acciaio non-prime, prodotto con lo stesso processo a basse emissioni ma destinato a mercati nei quali è più difficile ottenere un sovrapprezzo “verde”.

Come funziona il modello book-and-claim

Il principio è simile a una contabilità separata del beneficio ambientale:

  1. Stegra produce l’acciaio a Boden attraverso il processo previsto dal progetto.
  2. Il valore ambientale viene separato dal prodotto fisico.
  3. L’acciaio può essere venduto attraverso i normali canali commerciali.
  4. Gli EAC vengono emessi per il volume corrispondente e trasferiti al compratore.
  5. Il titolare del certificato applica quel valore alla propria rendicontazione ambientale.

Stegra dichiara che i certificati vengono tracciati dall’emissione all’utilizzo finale e che transazioni e calcoli sono sottoposti a verifiche esterne. Nel suo schema, chi acquista l’acciaio fisico dopo la separazione del valore ambientale non può utilizzarlo per avanzare una dichiarazione “verde” basata sullo stesso attributo.

Il processo di Stegra: idrogeno al posto del carbone

Guarda l’animazione di Stegra sul processo di produzione dell’acciaio verde

Il progetto di Boden è pensato per usare elettricità rinnovabile e idrogeno verde. L’elettrolisi separa l’acqua in idrogeno e ossigeno; l’idrogeno viene poi utilizzato per ridurre il minerale di ferro. Il materiale passa quindi in un forno elettrico ad arco e prosegue con colata, laminazione, raffreddamento, decapaggio e zincatura.

L’impianto per produrre idrogeno è progettato attorno a un elettrolizzatore da 740 MW. Google afferma che questo percorso potrebbe ridurre fino al 95% le emissioni della produzione rispetto alla siderurgia tradizionale basata sull’altoforno. È una stima riferita al processo produttivo, non alla riduzione complessiva delle emissioni di ogni infrastruttura che utilizzerà l’acciaio.

Perché Google collega i certificati ai data center

Google afferma che l’impiego di materiali a minore intensità di carbonio potrebbe ridurre fino al 40% il carbonio incorporato nelle infrastrutture dei suoi data center. Il dato riguarda l’infrastruttura nel suo complesso e non coincide con la stima fino al 95% riferita alle emissioni del processo siderurgico.

La società dichiara inoltre di aver utilizzato cemento a basse emissioni, acciaio a basse emissioni o entrambi in più di 20 progetti di costruzione durante il 2025. L’accordo con Stegra inserisce l’acciaio tra i materiali per i quali Google intende sostenere tecnologie industriali a minore intensità di carbonio.

Un impianto ancora in fase di sviluppo

L’impianto di Boden dovrebbe iniziare a operare entro il 2027. Il progetto punta a raggiungere, a regime, una produzione annua di cinque milioni di tonnellate di acciaio e prevede una filiera integrata che va dall’idrogeno alla lavorazione finale.

L’accordo annunciato da Google copre fino a 91.000 tonnellate della prima produzione prevista. Il volume futuro e le altre condizioni economiche dell’intesa non fanno parte dell’annuncio pubblico.