Il rapporto pubblicato il 30 ottobre 2026 da Google Threat Intelligence Group (GTIG) e Mandiant riferisce che, dalla fine di agosto, ARTEX, PentAGI e CAIRN sono comparsi in indagini su intrusioni reali. I framework hanno automatizzato alcune fasi degli attacchi; Google descrive l’attività osservata come rapida, ma anche rumorosa e ancora relativamente poco sofisticata. Leggi il rapporto di Google e Mandiant.

Quali attività hanno automatizzato i framework

Nei casi descritti, l’automazione ha riguardato parti diverse delle intrusioni: ricognizione, verifica dei permessi, escalation dei privilegi, spostamento tra sistemi, attività sui database e preparazione al furto di dati. Il rapporto non attribuisce tutte queste fasi a ogni singolo caso.

Google descrive ARTEX come una piattaforma multi-agente scritta in Go, con una console web basata su Next.js e sei agenti specializzati. Per PentAGI, sviluppato da VXControl, riferisce che gli strumenti operano in sandbox isolate di Kali Linux e che il framework supporta più di dodici backend per modelli linguistici, locali e cloud. CAIRN compare tra i framework osservati, ma le informazioni pubblicate non ne dettagliano l’architettura.

Le sequenze rapide hanno lasciato molte tracce

Google ha osservato sequenze ARTEX in raffiche di circa 2–25 secondi, intervallate da pause tra le fasi operative. In un caso, una raffica durante la verifica dei permessi AWS ha generato 27 eventi in 23 secondi. In un altro episodio, che ha coinvolto Linux Weaver OA, sono stati registrati 240 eventi di log durante tentativi iterativi di ricognizione ed esecuzione parziale di comandi.

La velocità, quindi, non ha reso invisibile l’attività descritta. Google l’ha caratterizzata come rumorosa e relativamente poco sofisticata: un volume elevato di eventi e sequenze insolite può offrire ai difensori segnali da analizzare.

I tentativi contro i fornitori di software

Wiz ha descritto attività associate ad ARTEX rivolte a più fornitori IT e software. I tentativi hanno riguardato applicazioni e servizi di identità come Okta, Entra e Cognito, oltre a integrazioni con Microsoft 365. Wiz riferisce verifiche automatizzate dei flussi di accesso e recupero degli account, dei confini tra tenant e delle difese contro tentativi ripetuti di accesso. La maggior parte dei tentativi descritti da Wiz è fallita; l’osservazione riguarda quella specifica attività, non tutte le operazioni che usano ARTEX.

Le cinque priorità difensive indicate da Mandiant

Mandiant raccomanda cinque livelli di difesa. Alcuni limitano l’accesso e i danni possibili dopo una compromissione; gli altri aiutano a individuare comportamenti anomali.

LivelloPrioritàApplicazione pratica
Protezione dei control planeLimitare l’accesso alle interfacce amministrativeRiservare gli accessi amministrativi alle reti fidate
Identità e chiaviRidurre durata e privilegi delle credenzialiPreferire credenziali temporanee e applicare il principio del privilegio minimo
Configurazioni e percorsi d’attaccoRidurre i collegamenti sfruttabili tra sistemiSegmentare i carichi di lavoro esposti a Internet
Protezione delle applicazioniControllare le funzioni ad alto impattoLimitare le operazioni che possono modificare dati o configurazioni sensibili
Rilevamento comportamentale e volumetricoCorrelare attività, quantità e contestoConfrontare gli eventi di identità, cloud, endpoint e rete con i comportamenti abituali

Mandiant sottolinea che singole azioni legittime, come l’autenticazione di un’identità di servizio o una chiamata API, possono acquistare significato quando cambiano sequenza, volume, provenienza o orario. Per questo le difese basate soltanto su nomi di strumenti o indirizzi IP vanno affiancate dall’analisi del comportamento e dalla limitazione dei privilegi.