Durante una dimostrazione a Irvine, in California, dal prototipo di Atoco è uscita acqua usando una fonte di calore intorno a 66 °C, scelta per simulare il calore di un centro dati. Atoco attribuisce al prototipo una capacità fino a 300 litri al giorno; i 1.000 litri al giorno riguardano invece un’offerta commerciale ancora in sviluppo.

Il prototipo ha usato calore simulato

Il calore della dimostrazione arrivava da una fonte convogliata intorno a 66 °C. La macchina non era collegata a un centro dati in funzione: il calore serviva a simulare quello prodotto da una struttura del genere. Un pannello solare alimentava i sistemi ausiliari, mentre il processo di raccolta dell’acqua sfruttava il calore.

Come le MOF catturano l’acqua dall’aria

Atoco usa strutture metallo-organiche, o MOF: materiali porosi progettati per attirare le molecole d’acqua e trattenerle nei propri pori. Il calore le rilascia poi sotto forma di liquido. Atoco afferma che i MOF del dispositivo possono catturare e rilasciare acqua con calore a partire da circa 38 °C.

La capacità del prototipo e l’obiettivo commerciale

La capacità attribuita da Atoco al prototipo di Irvine è fino a 300 litri al giorno. Il sistema operava con una quantità di calore equivalente a quella fornita da un centro dati da 20 kW. L’azienda sta sviluppando un’offerta commerciale con una capacità obiettivo fino a 1.000 litri al giorno: una cifra distinta da quella del prototipo, non un risultato dimostrato da quel sistema.

La tecnologia non era stata testata su larga scala. Per liberare l’acqua catturata serve comunque una fonte di calore; in aree remote, dove possono mancare calore o infrastrutture energetiche, questa esigenza rende più complessa l’installazione. Durante la dimostrazione, l’acqua prodotta non è stata offerta ai presenti.

Il piano sugli ordini

Atoco sperava di iniziare a raccogliere ordini entro la fine del 2026, secondo quanto riferito il 7 ottobre 2026.