Uno studio guidato da J. Joseph dell’Università dell’Iowa, pubblicato il 31 luglio 2026, riferisce che Juno ha attraversato due volte l’onda d’urto di Giove il 10 e l’11 dicembre 2024. Le misure hanno rilevato armoniche di onde acustiche ioniche e, nel passaggio di rientro, strutture magnetiche che si ripetevano a intervalli di circa 8,3 secondi.
Due attraversamenti dell’onda d’urto di Giove
L’onda d’urto è la regione in cui il vento solare, un flusso di plasma composto da particelle cariche, rallenta bruscamente quando incontra l’ambiente magnetico di Giove. Il 10 dicembre, verso le 17:25 UT, Juno l’ha attraversata in uscita; alle 03:05 UT circa dell’11 dicembre è passata nuovamente attraverso il confine, in rientro.
Entrambi i passaggi sono avvenuti sul fianco serale del pianeta, a circa 81,44 raggi gioviani di distanza. Il numero di Mach di Alfvén era vicino a 9 in entrambi i casi, ma l’angolo tra il campo magnetico e la normale all’onda d’urto era diverso: 16,5° ± 14,3° nel passaggio in uscita e 53,5° ± 7,9° in quello di rientro.
Armoniche ioniche e strutture magnetiche ricorrenti
Nel piede dell’onda d’urto del passaggio dell’11 dicembre, lo strumento Waves ha registrato componenti armoniche delle onde acustiche ioniche a 5.610, 11.130 e 16.680 Hz. L’ampiezza massima del campo elettrico è stata di circa ±0,015 V/m. Gli autori descrivono queste armoniche come la prima osservazione diretta di strutture ion-acustiche armoniche presso un’onda d’urto planetaria.
| Fenomeno osservato | Misura riportata | Contesto dell’osservazione |
| Onde acustiche ioniche | Armoniche a 5.610, 11.130 e 16.680 Hz; ampiezza massima di circa ±0,015 V/m | Piede dell’onda d’urto, 11 dicembre 2024 |
| Strutture magnetiche | Ricorrenza di circa 8,3 secondi | Attraversamento di rientro, 11 dicembre 2024 |
| Instabilità di deriva ciclotronica elettronica | Circa 18 picchi, distanziati di circa 300 Hz; ampiezza massima di circa 0,06 V/m | Rampa dell’onda d’urto, verso le 03:06:06.780 UT dell’11 dicembre |
| Onde elettrostatiche solitarie | Durata di circa 0,2 ms e ampiezza di alcune decine di mV/m | Osservazioni analizzate nello studio |
Lo studio riporta anche onde di Langmuir e onde di Bernstein elettroniche. I pacchetti di onde acustiche ioniche duravano da pochi a diverse decine di millisecondi e, in genere, avevano ampiezze che raramente superavano ±0,01 V/m.
Che cosa potrebbe significare la ricorrenza di 8,3 secondi
Gli autori considerano l’autoriformazione dell’onda d’urto la spiegazione più probabile delle strutture magnetiche periodiche. In questo processo, la struttura dell’onda si riformerebbe ciclicamente; le misure, però, non consentono di verificare direttamente la riflessione degli ioni a intervalli di circa 8,3 secondi.
Il motivo è la cadenza dello strumento JADE, che misurava gli ioni ogni 120 secondi. Il campo magnetico veniva registrato vicino all’onda d’urto a 8 Hz, di norma a 1 Hz, mentre Waves acquisiva le forme d’onda elettriche in modalità burst a 50 kHz, con un duty cycle del 12,5%. La configurazione elettrica a singola sonda non permetteva di determinare la polarizzazione e la velocità di fase delle onde.
Come l’onda d’urto interagisce con il vento solare
Quando il vento solare incontra il confine magnetico di Giove, l’energia cinetica del flusso viene convertita soprattutto in calore attraverso processi senza collisioni, tra cui le interazioni fra onde e particelle. Le osservazioni di Juno aiutano a descrivere i fenomeni che accompagnano questa conversione.
La stima della potenza dissipata dalle onde nello studio è qualitativa: gli strumenti della sonda non erano progettati per misurarla quantitativamente.