Nella ricostruzione pubblicata il 23 ottobre 2026, Quentin Kaiser sostiene che la falla WPS di Broadcom potrebbe restare sfruttabile in alcune configurazioni. La sua analisi riguarda una possibile patch del 2018 e non la collega a una versione precisa dell’SDK ufficiale: per valutare il rischio contano il firmware installato e i componenti che contiene. In Italia, la lista di Kaiser include il TP-Link TD-W8960N V5 con specifiche versioni del firmware contrassegnate IT.

Che cosa sostiene la ricostruzione della patch

Kaiser ha ricostruito una possibile patch del 2018 a partire da snapshot di codice trapelati e dai timestamp nei file. Ha precisato che la sequenza ottenuta non è un repository Broadcom autentico e non può essere collegata a una release SDK ufficiale precisa.

Nel codice ricostruito, un frammento WPS malformato può superare un controllo sulla lunghezza e raggiungere la funzione memcpy, usata per copiare dati in memoria. Secondo Kaiser, alcune implementazioni della libreria su build ARM possono trasformare l’errore in una sovrascrittura sfruttabile. L’esito dipende dalla configurazione del firmware, dalla libreria e dalla disposizione della memoria del dispositivo.

La voce italiana nella lista dei router

La lista pubblica di Kaiser contrassegna come confermato il TP-Link TD-W8960N V5 e riporta, tra le versioni, TD-W8960N(IT)_V5_151228 e TD-W8960N_V5_140317_IT. La lista dei dispositivi e dei firmware permette di confrontare queste sigle con quelle del router. Kaiser avverte inoltre che revisioni hardware e firmware possono variare anche all’interno dello stesso modello.

Per il controllo di un dispositivo, quindi, il nome commerciale da solo non basta: servono la revisione esatta e la versione del firmware installata. L’elenco riguarda le versioni che riporta, non ogni esemplare che porta lo stesso nome.

Il componente coinvolto e le condizioni dell’attacco

WPS, acronimo di Wi-Fi Protected Setup, è la funzione che semplifica il collegamento dei dispositivi a una rete Wi-Fi. La vulnerabilità descritta da Kaiser riguarda il componente legacy WPS Monitor di Broadcom, che gestisce la ricomposizione dei frammenti di messaggi WPS. Un attaccante nel raggio radio del router può raggiungere il parser senza conoscere la password Wi-Fi e senza completare la procedura di registrazione WPS.

Sui dispositivi interessati, Kaiser ha dimostrato divulgazione di dati in memoria ed esecuzione di codice. Sul gateway ASKEY TCG3000 di Orange Belgium ha recuperato la chiave di rete; sul Proximus BBOX3V+ ha ottenuto una shell inversa. Sono risultati ottenuti su quei gateway specifici. Un chipset Broadcom o il nome OpenWrt, da soli, non dicono se il firmware installato contenga il componente vulnerabile.

Anche disattivare WPS dal menu del router non garantisce, da solo, che il parser sia disabilitato. Kaiser raccomanda di chiedere al produttore o all’operatore se un aggiornamento firmware corregge proprio il componente interessato.

Le risposte degli operatori belgi del 20 ottobre

Il 20 ottobre 2026 Kaiser ha riferito che Proximus aveva disattivato WPS sull’intera flotta BBOX e pianificava il patching completo nelle settimane successive. Secondo lo stesso aggiornamento, gli ingegneri di Telenet non avevano trovato il processo vulnerabile wps_monitor nella flotta, mentre Orange Belgium stava valutando un intervento su tutta l’infrastruttura interessata.

Queste comunicazioni riguardavano operatori belgi. NeoTeo aveva già raccontato la prima segnalazione di Kaiser sulla falla WPS Broadcom, presentata a Hexacon il 16 ottobre 2026.