Secondo Pasquale Pillitteri, il 12 ottobre 2026 la Commissione europea ha pubblicato la bozza di regolamento di esecuzione Ares(2026)9589403, dedicata alle procedure di indagine e sanzione previste dagli articoli 75c e 75d dell’AI Act. Il testo è una proposta in consultazione, non una norma già adottata. Il Regolamento (UE) 2026/1744, invece, è in vigore dal 27 luglio 2026 e attribuisce già all’AI Office poteri di vigilanza e applicazione della legge entro un ambito definito (testo del regolamento).

Quali sistemi rientrano nella competenza dell’AI Office

La supervisione diretta dell’AI Office riguarda categorie specifiche di sistemi. Il Regolamento (UE) 2026/1744 include alcuni sistemi basati su modelli di IA per finalità generali sviluppati dallo stesso fornitore che sviluppa il sistema, o da fornitori appartenenti alla stessa impresa. La competenza comprende anche sistemi di IA che costituiscono o sono integrati in piattaforme online di dimensioni molto grandi o motori di ricerca designati dalla normativa.

Di conseguenza, il semplice uso aziendale di uno strumento di un fornitore terzo non basta, da solo, a ricondurre quell’impresa alla supervisione diretta dell’AI Office. È la categoria giuridica del sistema — non il fatto che un dipendente usi un chatbot — a delimitare la competenza prevista dalla legge.

Gli strumenti investigativi già previsti dalla legge

Entro questo perimetro, la normativa attribuisce all’AI Office diversi strumenti per svolgere le indagini, oltre alla possibilità di accertare violazioni e imporre sanzioni. Il Regolamento (UE) 2026/1744 prevede:

  • richieste di informazioni e ispezioni da remoto o in loco;
  • acquisizione di copie di documenti e interrogatorio delle persone interessate;
  • sigilli su locali o documenti e accesso ai sistemi di IA;
  • obblighi di conservazione di dati e documenti;
  • nomina di esperti e revisori.

Queste facoltà, come le decisioni di non conformità e le sanzioni, spettano all’AI Office nell’ambito della sua competenza stabilita dalla legge.

I massimali delle multe e il limite giornaliero sono distinti

Pasquale Pillitteri riporta tre massimali per le multe dell’AI Act e li descrive come limiti già previsti dalla legge, non come nuovi importi introdotti dalla bozza. Per le grandi imprese, secondo il suo resoconto, si applica il valore più alto tra la cifra fissa e la percentuale; per le PMI e le piccole imprese a media capitalizzazione, quello più basso. Il resoconto di Pillitteri associa i massimali alle seguenti categorie:

Categoria di violazioneMassimale riportatoBase di calcolo
Pratiche vietate dall’articolo 535 milioni di euro oppure il 7%Ricavi
Altre violazioni, o inosservanza di decisioni o impegni15 milioni di euro oppure il 3%Ricavi
Informazioni inesatte, incomplete o fuorvianti7,5 milioni di euro oppure l’1%Ricavi

Il Regolamento (UE) 2026/1744 stabilisce inoltre un tetto separato per le penalità periodiche: fino al 5% del reddito medio giornaliero oppure del fatturato mondiale annuo dell’esercizio finanziario precedente, per ogni giorno. È un limite giornaliero per una misura periodica, con basi di calcolo diverse dai massimali delle multe riportati da Pillitteri.

La consultazione resta aperta fino al 9 novembre

Pillitteri riferisce che la consultazione sulla bozza si chiude il 9 novembre 2026 alle 23:59, ora di Bruxelles. La Commissione europea indica l’iniziativa 19292 sulla pagina ufficiale Have Your Say. Pillitteri riferisce inoltre che la Commissione prevedeva di adottare il testo entro la fine del 2026.