La nostra galleria di ciarlataneria atomica ci ha insegnato che in passato alcune persone non avevano scrupoli nel promuovere medicinali falsi e tossici per la salute, ma si è anche osservata una certa «flessibilità morale» nel presentare prodotti legittimi di consumo generale, con pubblicità che cadono direttamente nel campo del razzismo, della misoginia e, nei casi più estremi, della pedofilia. In altre parole: se un'agenzia lanciasse oggi un annuncio come quelli che vedrai di seguito, molto probabilmente chiuderebbe i battenti e finirebbe in fiamme il giorno dopo... non necessariamente in quest'ordine.
La prima cosa che ci viene in mente è: «In cosa stavano pensando?» Concesso, alcune cose che oggi sono viste come molto offensive avevano una maggiore «tolleranza» in passato, e inevitabilmente la vecchia pubblicità riflette tutte queste differenze temporali. Si credeva ancora in «ordini sociali» del tipo «donna in casa, uomo al lavoro», limitando l'utilità della donna a compiti esclusivamente domestici, o rafforzando la visione del «sesso debole». D'altra parte, alcuni marchi non esitavano a usare bambini per promuovere prodotti destinati agli adulti, e nei casi più antichi esprimono puro razzismo, con afroamericani equivalenti a «gente sporca». Se cerchi esempi, il tuo viaggio inizia qui.