Secondo il Fondo monetario internazionale (FMI), una correzione degli investimenti legati all’intelligenza artificiale potrebbe propagare tensioni oltre le aziende del settore: i legami tra partecipazioni, debiti e impegni di ricavi potrebbero trasmettere perdite ad altri mercati. È uno scenario di rischio descritto nel Global Financial Stability Report dell’ottobre 2026, non un contagio già avvenuto. L’analisi dell’FMI spiega il possibile meccanismo.

Come potrebbero propagarsi le tensioni nei finanziamenti dell’IA

Se un’azienda che riceve finanziamenti entra in difficoltà, le attese sui suoi ricavi e le valutazioni dei suoi investimenti potrebbero scendere. Quando partecipazioni e prestiti collegano più aziende, un calo di valore può indebolire anche i debiti associati. L’FMI segnala inoltre che leva finanziaria — cioè l’uso del debito per ampliare gli investimenti — ed esposizioni concentrate possono estendere la pressione ad altri asset e irrigidire le condizioni finanziarie.

Che cosa comprende la revisione dell’FMI

L’FMI ha esaminato 14 operazioni di finanziamento nel settore dell’IA avviate dal 2023. L’analisi collega a queste operazioni circa 300 miliardi di dollari in investimenti azionari e 650 miliardi di dollari di debito, insieme a 1.400 miliardi di dollari in impegni di ricavi futuri. Quest’ultima cifra riguarda ricavi attesi e impegnati per il futuro, non denaro già incassato.

Lo scenario ipotetico al 2028

L’FMI spiega come il rischio finanziario dell’IA può propagarsi

Tom’s Hardware riporta che, nello scenario ipotetico di una correzione del settore dell’IA attribuito all’FMI, entro il 2028 il PIL globale potrebbe essere inferiore dello 0,4%, gli investimenti dell’1,3% e i consumi dello 0,6%. Sono possibili variazioni nello scenario, non cali osservati. Tom’s Hardware riporta le tre stime.

IndicatorePossibile variazione entro il 2028
PIL globale−0,4%
Investimenti−1,3%
Consumi−0,6%

La resilienza complessiva delle banche e gli istituti sotto stress

Nello scenario avverso dell’FMI, le banche restano resilienti nel complesso, ma le banche che detengono il 22% degli attivi bancari globali scenderebbero sotto i limiti patrimoniali regolamentari dopo lo stress. Un anno prima, la quota degli attivi detenuti da queste banche era del 18%. Il dato riguarda gli attivi, non la percentuale di banche per numero.

Esposizione regionale e priorità dell’FMI

The Guardian riferisce che l’FMI considera Stati Uniti e mercati asiatici più esposti a una correzione dell’IA rispetto al Regno Unito e all’area euro; anche gli investitori con attività statunitensi potrebbero risentirne. L’FMI colloca il rischio legato all’IA accanto a una possibile crescita più marcata dei rendimenti dei titoli sovrani e agli attacchi informatici.

Per contenere i rischi, l’FMI indica tra le priorità la sostenibilità del debito pubblico, limiti alla leva finanziaria e agli squilibri di liquidità nei settori finanziari non bancari — compreso quello legato all’IA — e difese informatiche più solide, anche attraverso la segnalazione degli incidenti e test di resilienza.