Il 20 ottobre 2026 Meta ha comunicato al Tribunale superiore elettorale del Brasile (TSE) di aver completato le misure richieste dopo la nuova scadenza. La portavoce del TSE ha confermato che il tribunale aveva ricevuto la risposta.

La procedura descritta da Meta

Meta ha riferito che le restrizioni disposte dal tribunale non riguardavano i post organici. Per gli account pubblicitari delle campagne presidenziali colpiti da blocchi o limitazioni automatiche, l’azienda ha descritto una revisione manuale entro due ore.

Quella procedura è parte della risposta di Meta al TSE. Il provvedimento chiedeva alla piattaforma di dimostrare un trattamento paritario delle campagne di Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro.

La richiesta del TSE e la possibile sanzione

Il 19 ottobre il TSE aveva concesso a Meta altre 24 ore per dimostrare la parità di trattamento. La possibile sanzione giornaliera per il mancato rispetto dell’ordine era salita da 500.000 a 1 milione di reais.

Secondo quanto riferito sul contenuto del precedente provvedimento, la richiesta riguardava la portata dei contenuti delle campagne, le raccomandazioni, i risultati di ricerca e lo strumento di IA di Meta. La campagna di Lula aveva presentato un esposto contro l’azienda, contestando la visibilità dei propri contenuti. La precedente copertura di NeoTeo sull’esposto della campagna di Lula ricostruisce l’avvio della vicenda.

L’ordine nominava Flávio Bolsonaro, senatore e avversario di Lula al ballottaggio, non Jair Bolsonaro. Le accuse di favoritismo erano state mosse dalla campagna di Lula; Meta ha negato di aver favorito una delle due candidature e ha attribuito gli episodi operativi a problemi tecnici.

Gli episodi e le critiche alla gestione elettorale

Il Meta Oversight Board ha criticato le ricorrenti carenze nell’applicazione delle regole durante le elezioni. Il 23 settembre, secondo il Board, una revisione antifrode aveva disattivato per oltre un’ora l’account pubblicitario della campagna di Lula; Meta aveva definito l’intervento un errore.

Il 9 ottobre gli avvocati della campagna dissero che non riuscivano a promuovere nuovi post su Instagram da quasi 24 ore. Meta descrisse invece un disservizio globale che aveva coinvolto migliaia di inserzionisti in diversi Paesi.

La campagna di Lula avrebbe presentato un esposto contro Meta