Il 29 settembre 2026 Meta ha dichiarato che l’integrazione di Muse per Mac richiede sia Accesso completo al disco, un’autorizzazione di macOS, sia il connettore Messaggi nell’app. La presa di posizione di Andy Stone è arrivata dopo il racconto pubblicato da Jason Aten il 19 settembre: secondo Aten, Muse sembrava conoscere una conversazione privata sul suo Mac.

Meta indica i permessi richiesti su Mac

Andy Stone, responsabile della comunicazione di Meta, ha detto che l’integrazione di Messaggi è facoltativa e che, per leggere i messaggi, devono essere attivi entrambi i permessi: Accesso completo al disco in macOS e il connettore Messaggi in Muse.

Il racconto di Jason Aten sui messaggi privati

Aten ha raccontato che Muse gli aveva suggerito un’idea per un articolo a partire da una conversazione privata su iMessage con il suo co-conduttore Stephen Robles, dedicata ai nuovi iPhone. Ha detto di aver rifiutato durante la configurazione l’accesso a Messaggi, al calendario e ad altri dati personali.

Secondo Aten, quando chiese a Muse come conoscesse la conversazione, l’agente gli rispose che aveva ricevuto il testo dalle notifiche in arrivo, non dalla cronologia dei messaggi. David Singleton, dirigente di Meta Superintelligence Labs, ha contestato quella spiegazione e ha descritto tre passaggi distinti tra autorizzazioni dell’app e protezioni integrate di macOS.

Che cosa riguarda la controversia

Il caso riguarda il resoconto di Aten sull’accesso a Messaggi dal suo Mac mini; Meta ha descritto i permessi richiesti dalla propria integrazione per Mac. Non è un’affermazione di accesso generalizzato ai messaggi privati degli utenti. La questione tocca anche la riservatezza delle persone dall’altra parte della chat: una conversazione privata coinvolge entrambi gli interlocutori.