Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) avrebbe chiesto se l’acquisizione proposta di Hugging Face possa offrire a Nvidia un punto decisivo per distribuire l’intelligenza artificiale, darle più leva sui rivali o danneggiare la concorrenza. Reuters ha riferito queste domande il 28 ottobre 2026, citando due persone a conoscenza della questione.

Quali rischi di concorrenza sono al centro delle domande

Secondo il resoconto di Reuters, i funzionari si chiedevano se Nvidia, acquisendo Hugging Face, potesse conquistare un punto fondamentale per la distribuzione dell’IA, danneggiare i concorrenti o ottenere maggiore influenza su di loro. Le domande riguardavano anche i concorrenti di Hugging Face.

Reuters colloca questi quesiti nel più ampio scrutinio delle acquisizioni, degli investimenti e delle pratiche di vendita di Nvidia, comprese possibili pressioni sui clienti.

L’accordo era stato annunciato il 3 settembre. La precedente copertura di NeoTeo sull’intesa tra Nvidia e Hugging Face raccontava quell’annuncio; le domande riferite in seguito riguardano i possibili effetti sulla concorrenza.

L’acquisizione proposta e la finestra prevista per la chiusura

Reuters ha indicato in 12,93 miliardi di dollari il valore dell’operazione e ha riferito che Nvidia si aspettava di completarla nella prima metà del 2027. Nvidia ha declinato un commento a Reuters; i rappresentanti di Hugging Face non hanno risposto alla richiesta dell’agenzia.

Che cosa aveva dichiarato Thomas Wolf prima delle domande del DOJ

Intervista in inglese di Bloomberg Tech a Thomas Wolf, pubblicata il 3 settembre 2026, prima delle domande del DOJ riferite da Reuters.

In un’intervista in inglese pubblicata il 3 settembre 2026, il cofondatore di Hugging Face Thomas Wolf disse che l’obiettivo era mantenere la piattaforma aperta, indipendente e compatibile con diversi tipi di calcolo. Dichiarò inoltre che tutti e tre i cofondatori sarebbero rimasti nell’azienda con un impegno di permanenza di almeno sei anni. L’intervista precede il resoconto di Reuters sulle domande del DOJ.