Secondo il resoconto di Daniel Marín pubblicato su Naukas il 14 ottobre, Starship S40 è arrivata a Starbase l’11 ottobre 2026 ed è stata sollevata in verticale dentro Megabay 2 il 13 ottobre. Il rientro ha richiesto una lunga operazione via mare e via terra dopo l’ammaraggio nell’Oceano Indiano, durante il volo di prova IFT-13 del 24 luglio. Leggi il resoconto di Daniel Marín su Naukas.
La S40 è stata posizionata in verticale a Megabay 2
L’arrivo a Starbase e il posizionamento nel capannone sono stati due passaggi distinti: la navicella raggiunse la base texana l’11 ottobre; due giorni dopo fu issata in verticale all’interno di Megabay 2. Il video di NASASpaceflight, condotto da Max Evans, mostra S40 a Starbase.
Dall’Oceano Indiano a Starbase
Dopo l’ammaraggio morbido, circa un’ora dopo il decollo, S40 rimase in un unico pezzo e galleggiò nell’Oceano Indiano. Dopo circa 11 giorni, la nave Normand Ranger iniziò a rimorchiarla con l’aiuto di dispositivi di galleggiamento; Go Australis accompagnò il traino. La rotta iniziale puntava verso Dampier, in Australia, ma il maltempo e l’avanzamento lento portarono a deviare verso Christmas Island.
La sequenza riportata da Marín distingue l’arrivo al porto di Brownsville dal successivo trasferimento su strada fino a Starbase:
| Data | Luogo o tratta | Traguardo riferito |
| 24 luglio 2026 | Oceano Indiano | S40 decollò per IFT-13 con il booster Super Heavy B20 e ammarò circa un’ora dopo. |
| 18 agosto 2026 | Christmas Island | S40 raggiunse l’isola dopo la deviazione del rimorchio. |
| 24 agosto 2026 | Christmas Island | Arrivò la nave semisommergibile Forte. |
| 26 agosto 2026 | Christmas Island | S40 fu caricata a bordo della Forte. |
| 28 agosto 2026 | Rotta verso gli Stati Uniti | La Forte salpò con S40. |
| 7 ottobre 2026 | Brownsville, Texas | S40 arrivò al porto. |
| 11 ottobre 2026 | Starbase, Texas | La navicella raggiunse la base via terra. |
| 13 ottobre 2026 | Megabay 2 | S40 fu sollevata in verticale. |
I danni riferiti dopo il volo e il viaggio in mare
Nel resoconto, Marín descrive danni allo scafo e allo scudo termico, ugelli dei motori Raptor ammaccati e tracce di ruggine dopo l’esposizione all’acqua salata. Riferisce inoltre che le onde durante il rimorchio fecero perdere a S40 una delle due superfici aerodinamiche anteriori e danneggiarono più della metà dell’altra. Marín attribuisce al rientro atmosferico una breccia nello scudo termico.
I 75 giorni e i due arrivi
Nel segmento di NASASpaceflight, Max Evans descrive il ritorno di Ship 40 dopo 75 giorni in mare. Le date riportate da Marín danno 75 giorni trascorsi tra il lancio del 24 luglio e l’arrivo a Brownsville del 7 ottobre; fino all’arrivo a Starbase dell’11 ottobre ne passarono 79. La coincidenza con i 75 giorni riguarda dunque Brownsville; il calcolo basato sulle date non assegna quella durata all’arrivo a Starbase.
Nel suo articolo del 14 ottobre, Marín riferiva che il destino di S40 era ancora da decidere. Tra le possibilità discusse figuravano la riparazione per esporla e lo smontaggio per analizzarla.