Il preprint su Artemis II descrive tre occasioni di perturbazione ionosferica; i resoconti del 5 novembre 2026 le hanno riassunte in due grandi corridoi. Il record data la versione 1 al 22 luglio 2026 e la indica come preprint non sottoposto a revisione paritaria (ESS Open Archive).
Tre occasioni nella missione
L’abstract riferisce osservazioni del contenuto totale di elettroni nell’ionosfera e distingue tre momenti: il lancio, una manovra di innalzamento dell’apogeo e l’iniezione translunare.
| Occasione | Ora (UT) | Osservazione descritta nell’abstract |
| Lancio di Artemis II | 1° aprile 2026, 22:35 | Modulazioni associate a onde acustiche d’urto e onde di gravità. |
| Apogee Raise Burn | 2 aprile 2026, 00:23 | Grande perturbazione estesa per circa 50° di longitudine sul Nord America. |
| Accensione per l’iniezione translunare | 2 aprile 2026, 23:49 | Perturbazione simile, ma più debole. |
Per le due manovre orbitali, il preprint stima un perigeo di 185 km e colloca la traiettoria tra 120° e 105° O. Attribuisce le perturbazioni all’energia dei gas di scarico depositata nell’ionosfera.
La cronologia dell’abstract distingue l’effetto associato al lancio dai due disturbi successivi alle manovre orbitali.
Perché i resoconti parlano di due corridoi
In articoli pubblicati il 5 novembre 2026, il New York Post e Quartz hanno descritto due grandi corridoi, lunghi circa 5.000 km ciascuno: uno associato alla salita dello stadio centrale e l’altro alle successive accensioni dello stadio superiore. L’abstract enumera tre occasioni, ma non abbina singolarmente i tre episodi ai due corridoi.
Che cosa riportano sugli effetti GPS
Il preprint basa l’analisi su osservazioni del contenuto totale di elettroni nell’ionosfera. I resoconti giornalistici hanno collegato le perturbazioni a possibili cambiamenti nei tempi di percorrenza dei segnali GPS e a errori di posizionamento. Il New York Post attribuisce al coautore Charles C. H. Lin l’ipotesi che un errore di circa due metri possa indurre un’auto autonoma a cambiare corsia.