Uno studio pubblicato su Genes il 27 settembre 2026 ha rilevato nei cani che vivono vicino alla centrale nucleare di Chornobyl segnali genomici compatibili con la selezione direzionale. L’analisi ha individuato loci candidati, cioè posizioni del DNA che potrebbero riflettere una pressione selettiva, ma non associa quei segnali a una specifica causa ambientale o a un vantaggio di sopravvivenza dimostrato.

Quali segnali genetici ha rilevato lo studio

Nell’analisi OutFLANK, i ricercatori hanno esaminato 4.828.448 loci filtrati e identificato 1.574 loci anomali complessivi. Di questi, 1.138 sono stati assegnati alla popolazione di cani dell’area della centrale; erano distribuiti su 29 dei 38 autosomi, i cromosomi non sessuali. Gli autori riportano inoltre 111 regioni, composte da 1.093 loci, sostenute da almeno tre approcci analitici. I risultati sono descritti nello studio pubblicato su Genes.

In genetica delle popolazioni, la selezione direzionale favorisce alcune varianti rispetto ad altre. Un segnale genomico può indicare che le frequenze delle varianti sono compatibili con questo processo; da solo, però, non identifica un tratto biologico utile né ne misura gli effetti.

Quanti cani sono stati analizzati

Il campione iniziale per l’analisi dei genomi completi comprendeva 106 cani raccolti nel 2018 e nel 2019: 58 vicino alla centrale e 48 nella città di Chornobyl. Dopo aver escluso gli animali strettamente imparentati e quelli che, in base ai dati genetici, si raggruppavano con l’altra località, le analisi specifiche per area hanno riguardato 63 cani.

Fase o analisiCampione o risultatoAmbito
Campione iniziale di genomi completi106 cani: 58 nell’area della centrale e 48 in cittàRaccolti nel 2018–2019
Analisi per località dopo le esclusioni63 cani: 33 nell’area della centrale e 30 in cittàEsclusi parenti stretti e cani raggruppati con l’altra località
Dati esaminati da OutFLANK4.828.448 loci filtratiAnalisi su gruppi di cani dell’area della centrale, della città, meticci e di razza pura
Loci anomali identificati1.574 in totale; 1.138 assegnati al gruppo della centraleI loci assegnati a quel gruppo si distribuiscono su 29 autosomi
Regioni sostenute da più analisi111 regioni, con 1.093 lociSupporto da almeno tre approcci analitici

I diversi conteggi descrivono passaggi e analisi distinti: i 106 cani costituiscono il campione iniziale, mentre i 63 sono quelli rimasti nel confronto per località dopo i filtri. I conteggi dei loci, invece, riguardano le posizioni genetiche esaminate e i segnali individuati, non il numero di animali.

Che cosa indicano le regioni candidate

L’analisi dei percorsi biologici ha associato geni vicini alle regioni candidate a processi di replicazione e riparazione del DNA, sopravvivenza cellulare e funzioni immunitarie, oltre che a percorsi collegati al cancro. Sono associazioni tra gruppi di geni e processi biologici: non dimostrano che le varianti modifichino quelle funzioni nei cani.

I ricercatori hanno anche confrontato i cani dell’area della centrale con popolazioni isolate delle isole Galápagos. Il confronto ha portato gli autori a ritenere che il solo isolamento non basti a spiegare il profilo di differenziazione osservato. Resta una conclusione sulle differenze genetiche tra popolazioni, non l’identificazione della pressione che le avrebbe prodotte.

Quale causa o vantaggio biologico è stato dimostrato

Lo studio non attribuisce i segnali alle radiazioni: tra le possibili pressioni ambientali considerate ci sono anche metalli pesanti, pesticidi e altri contaminanti. Le analisi non dimostrano neppure che i cani abbiano sviluppato resistenza alle radiazioni o un vantaggio di sopravvivenza. La causa specifica e gli effetti delle varianti restano da determinare.

Per ricostruire quando sono cambiate le frequenze genetiche e collegare quei cambiamenti alle condizioni ambientali, gli autori indicano la necessità di campioni storici e di misurazioni delle esposizioni.