CrowdStrike avrebbe attribuito a VAPOR PANDA, descritto come un attore legato alla Cina, una campagna informatica condotta con il framework ARTEX e il modello DeepSeek. L’operazione sarebbe iniziata il 17 ottobre 2026 e sarebbe durata 11 giorni: più di 200 organizzazioni in almeno 14 Paesi sarebbero state prese di mira, mentre attività post-sfruttamento sarebbe stata confermata in nove.
Gli obiettivi non coincidono con le intrusioni confermate
Secondo i risultati attribuiti a CrowdStrike, nove organizzazioni avrebbero registrato attività post-sfruttamento, cioè attività successive all’accesso iniziale. Almeno altre 12 organizzazioni avrebbero subito scansioni di credenziali o tentativi di password spraying, una tecnica che prova password comuni su più account. Sono categorie distinte, non un totale di organizzazioni con compromissione confermata.
ARTEX avrebbe coordinato agenti sotto supervisione umana
ARTEX è descritto come un framework open source che coordinava un agente principale e agenti secondari incaricati di pianificare e svolgere compiti, condividendo informazioni e obiettivi. DeepSeek sarebbe stato il modello principale, affiancato da un altro modello commerciale non identificato.
Le trascrizioni recuperate avrebbero mostrato un operatore umano impartire istruzioni in cinese e intervenire nei passaggi decisionali. L’attività descritta era quindi supervisionata da una persona. In una singola intrusione, gli agenti di pianificazione avrebbero elaborato circa 1,4 miliardi di token in ingresso: il dato riguarda quell’intrusione, non l’intera campagna.
BLOODALCHEMY era già documentato pubblicamente
BLOODALCHEMY, una backdoor che sarebbe stata distribuita in due organizzazioni, era già stato documentato pubblicamente nell’ottobre 2023. ARTEX è descritto come open source. Il resoconto attribuito a CrowdStrike segnala anche indicatori infrastrutturali associati alla campagna che non erano comparsi nei precedenti resoconti pubblici su ARTEX.
NeoTeo ha già raccontato altre campagne in cui gruppi hanno usato agenti IA nei cyberattacchi, un contesto distinto dall’operazione attribuita a VAPOR PANDA.
Le misure difensive attribuite a CrowdStrike
CrowdStrike avrebbe raccomandato di ruotare chiavi di firma, chiavi di pre-autenticazione e credenziali di servizio in caso di sospetta esposizione, comprese quelle conservate in vecchi backup o esportazioni di directory. Tra le altre misure indicate figurano la verifica delle firme SAML, l’obbligo di usare IMDSv2, la limitazione dei permessi cloud per l’esecuzione di comandi, l’installazione delle patch sui sistemi esposti a Internet e la copertura di rilevamento e risposta sugli endpoint.