Durante un viaggio di sei giorni e cinque notti in Thailandia, un viaggiatore ha provato un paio di occhiali Rokid e uno Alibaba Qwen S1. Ha giudicato più utile la ripresa in prima persona a mani libere; per un itinerario verso un terminal dei traghetti e per tradurre un menu, invece, è tornato all’iPhone.
Entrambi i dispositivi erano dotati di display e sono stati usati con versioni domestiche delle app.
Traduzione e riconoscimento visivo: risultati diversi da un’attività all’altra
In una prova, gli occhiali Rokid hanno tradotto in cinese le etichette di un buffet thailandese in circa 2–3 secondi. Con le conversazioni, i tempi riferiti erano diversi: la traduzione iniziava, secondo il viaggiatore, 10–20 secondi dopo che l’altra persona aveva finito di parlare.
Sul traghetto, in una situazione rumorosa, gli occhiali hanno tradotto in cinese una conversazione tra il viaggiatore e il compagno di viaggio invece dell’annuncio in thailandese. In un negozio di tè, hanno letto ad alta voce un menu in thailandese e inglese anziché restituire i nomi tradotti richiesti; la traduzione è poi comparsa nella conversazione dell’app sul telefono. In un ristorante, il viaggiatore ha usato la fotocamera dell’iPhone per tradurre il menu.
Anche le risposte alle domande sulle immagini sono state altalenanti. Al Grande Palazzo Reale di Bangkok, il commento storico non ha identificato la vicenda mitologica raffigurata in un murale. A Pattaya, gli occhiali hanno descritto i piatti, ma hanno confuso una polpetta di gamberi fritta con una di pesce.
Con la configurazione domestica Rokid, niente itinerario tramite Google Maps
La versione domestica di Rokid usata nel viaggio era associata ad Amap. Quando il viaggiatore ha chiesto un percorso verso un terminal dei traghetti tramite Google Maps, non è riuscito a ottenerlo con gli occhiali e ha usato l’iPhone per orientarsi.
La ripresa a mani libere è stata l’uso più utile
Durante un’attività di parasailing a Koh Lan, il video registrato con Alibaba Qwen S1 si è interrotto dopo un minuto. Il vento ha impedito al comando vocale di avviare la registrazione, così il viaggiatore ha premuto manualmente il comando della fotocamera.
In un’altra occasione, durante uno spettacolo di Khon durato 20–30 minuti, gli occhiali Rokid hanno registrato non più di 10 minuti, secondo il racconto del viaggiatore. La ripresa in prima persona ha comunque rappresentato il beneficio più apprezzato del viaggio: permette di registrare senza tenere il telefono in mano, ma nei due episodi descritti la durata e il comando vocale hanno inciso sull’uso pratico.
Comfort, ricariche e pagamenti durante il viaggio
In una mattina al Grande Palazzo Reale, il viaggiatore ha ricaricato gli occhiali tre volte. In piena luce, il display era difficile da leggere; dopo circa un’ora di utilizzo, il ponte nasale risultava scomodo.
Il tentativo di pagare all’estero non è riuscito con nessuno dei due paia di occhiali.