Una notizia del 30 settembre 2026 riferisce che Google avrebbe chiesto a un tribunale dell’UE di sospendere l’ordine della Commissione europea sulla condivisione dei dati di ricerca. Tra i destinatari indicati figurano OpenAI e motori di ricerca concorrenti.
Che cosa prevede la misura sui dati di ricerca
La Commissione europea ha adottato il 16 luglio 2026 due specifiche vincolanti nell’ambito del regolamento sui mercati digitali (Digital Markets Act, DMA). Una riguarda la condivisione dei dati di Google Search con servizi concorrenti. In base alla descrizione della Commissione, possono rientrare tra i destinatari i motori di ricerca di terze parti e i chatbot dotati di funzioni di ricerca.
La misura riguarda i dati che Google raccoglie per ottimizzare i propri servizi di ricerca. La Commissione prevede un processo di anonimizzazione multilivello e consente a Google di valutare i gravi rischi per la cybersicurezza o la protezione dei dati legati a uno specifico destinatario. Le condizioni comprendono inoltre una formula per stabilire il prezzo dei dati e una procedura trasparente di accesso.
La misura su Android è distinta
La seconda specifica del 16 luglio riguarda l’interoperabilità dell’IA su Android, non la condivisione dei dati di ricerca. La Commissione prevede che gli assistenti IA concorrenti possano accedere alle funzioni pertinenti del sistema: gli utenti dovrebbero poter attivare a voce l’assistente preferito e delegargli alcune operazioni nelle app, come prenotare un taxi.