Il 7 ottobre 2026 l’ESA ha riferito che BRM-1, la prima frenata programmata di Hera, era prevista per il 15 ottobre: un’accensione continua di 93 minuti per ridurre di alcune centinaia di metri al secondo la velocità della sonda rispetto al sistema di Didymos.
A cosa servono BRM-1 e BRM-2
Per BRM-1, l’ESA prevede l’accensione continua di tre propulsori di controllo orbitale alimentati a idrazina. I propulsori di controllo dell’assetto dovrebbero aiutare a mantenere orientata la sonda durante la manovra.
A BRM-1 dovrebbe seguire BRM-2, prevista per il 22 ottobre e della durata di circa 31 minuti. Il suo compito è completare gran parte della regolazione della velocità e compensare un eventuale rendimento inferiore a quello previsto per la prima accensione. L’ESA prevede poi ulteriori manovre di transizione per portare la velocità relativa di Hera rispetto a Didymos vicino allo zero.
Come l’ESA seguirà e valuterà Hera
Per stimare la posizione e il movimento della sonda, l’ESA prevede di combinare la telemetria e i dati dei sensori GNC — guida, navigazione e controllo — con le misure di distanza e lo spostamento Doppler del segnale. Avvicinandosi agli asteroidi, le immagini della camera di bordo dovrebbero aiutare a stimare l’orbita di Hera e le caratteristiche del sistema Didymos, fra cui il moto di Didymos e Dimorphos.
Dopo la frenata, i dati GNC e la telemetria, insieme alle misure di distanza e ai dati Doppler, serviranno a stimare direzione e ampiezza del cambiamento di velocità. Sei squadre esamineranno i dati in arrivo, con verifiche indipendenti; il gruppo assegnato alle operazioni conta più di 50 persone e ne coinvolge circa 10 per turno.
Per acquisire il segnale dopo la manovra, l’ESA indica due antenne da 35 metri a New Norcia, in Australia.
Le fasi previste dell’avvicinamento
L’ESA prevede una prima fase di caratterizzazione a 25–30 km dal sistema di asteroidi. La fase più dettagliata dovrebbe portare Hera a una distanza minima di 10 km; nelle osservazioni ravvicinate la sonda potrebbe arrivare fino a 4 km. È prevista anche una fase sperimentale a 1 km da Dimorphos e il rilascio di due CubeSat.
Hera studierà gli effetti dell’impatto deliberato di DART, la sonda della NASA che colpì Dimorphos il 26 settembre 2022. L’ESA considera incerti il grado di rotazione irregolare di Dimorphos e l’eventuale presenza di detriti nelle vicinanze.