Il 7 ottobre 2026 l’Office of the Australian Information Commissioner (OAIC), l’autorità australiana per la privacy, ha annunciato un’indagine formale sulle pratiche di Shenzhen Qingcheng Future Technology Co. Ltd, sviluppatrice dell’app HeyCyan usata dagli occhiali smart Anko di Kmart. L’autorità ha indicato come ragioni la mancata risposta della società alle richieste preliminari e le preoccupazioni emerse dall’analisi della tecnologia e dalla sua informativa sulla privacy.
L’indagine riguarda il produttore di HeyCyan
L’oggetto dell’indagine è Shenzhen Qingcheng Future Technology Co. Ltd, che produce HeyCyan. Kmart e il marchio Anko sono collegati agli occhiali che usano l’app, ma l’azione formale annunciata dall’OAIC riguarda il produttore del software.
L’OAIC ha detto che Shenzhen Qingcheng non aveva risposto alle richieste preliminari. Ha inoltre citato preoccupazioni derivanti dall’analisi di terzi della tecnologia e dall’informativa sulla privacy della società: questa è la motivazione dichiarata dall’autorità per l’apertura dell’indagine.
Il ruolo di HeyCyan negli occhiali Anko
Secondo l’OAIC, HeyCyan abilita alcune funzioni degli occhiali, tra cui ascoltare musica, rispondere alle chiamate e usare l’assistente vocale dell’app. L’autorità afferma inoltre che le informazioni raccolte dagli occhiali vengono convogliate attraverso HeyCyan per essere elaborate.
L’OAIC ha indicato che l’app è usata anche con alcuni altri occhiali smart a basso costo, venduti tramite Big W Marketplace, Amazon e altri rivenditori. Si tratta di modelli diversi: il riferimento alla stessa app non descrive da solo le caratteristiche di ogni prodotto.
L’OAIC aveva contattato più aziende
Il 12 agosto 2026 l’autorità aveva inviato richieste preliminari, tra gli altri, a Meta, Kmart, Google e Shenzhen Qingcheng. La commissaria per la privacy Carly Kind ha indicato anche BDI Technology tra i soggetti contattati.
Al momento dell’annuncio, l’indagine formale riguardava Shenzhen Qingcheng. L’OAIC aveva dichiarato di non aver avviato altre indagini in questo procedimento.
Una fase procedurale, non una conclusione
L’annuncio del 7 ottobre ha comunicato l’avvio dell’indagine, senza presentare una conclusione. L’OAIC ha detto che avrebbe atteso la fine del procedimento prima di commentare ulteriormente e che avrebbe potuto usare i propri poteri investigativi, compresi gli ordini obbligatori per ottenere informazioni.