Secondo quanto riferito dall’Associated Press, il Tribunale superiore elettorale brasiliano (TSE) ha ordinato a Meta di garantire parità di trattamento alle campagne di Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro in vista del ballottaggio presidenziale fissato per il 25 ottobre. L’ordine riguarda la distribuzione dei contenuti, i risultati di ricerca, la rimozione dei post e i criteri applicati agli strumenti di intelligenza artificiale.

La campagna di Lula aveva accusato la piattaforma di limitarne la visibilità e favorire contenuti legati al rivale. Il 16 ottobre Meta ha negato di privilegiare una candidatura e ha ricondotto gli episodi a problemi tecnici, controlli antifrode o all’applicazione delle regole elettorali, secondo AP.

Che cosa avrebbe chiesto il TSE a Meta

Nel resoconto di AP, l’ordine vieta pratiche di distribuzione, limitazioni alle ricerche o rimozioni di post che possano creare uno squilibrio tra le due campagne. Meta deve inoltre applicare criteri identici alle candidature quando usa il proprio strumento di intelligenza artificiale. In caso di inadempienza, è prevista una possibile sanzione di 500.000 reais brasiliani al giorno.

I problemi segnalati su Instagram e WhatsApp

Servizio di UOL in portoghese: il resoconto di Thaís Bilenky sui problemi segnalati nelle campagne di Lula e Flávio Bolsonaro e sulla risposta di Meta

Un articolo di Folha de S.Paulo del 16 ottobre, basato su messaggi interni, ha riferito che il 9 ottobre l’account Instagram di Lula non riuscì a promuovere a pagamento i post del feed per quasi 24 ore. In quel periodo continuarono le promozioni di nuovi dark post — inserzioni non pubblicate sul profilo — e quelle già avviate.

Folha ha riferito anche di un’interruzione globale dei dati il 7 ottobre, durata cinque ore e legata a più di 3.000 account e ai conteggi delle visualizzazioni. Si trattò di un episodio distinto dalla limitazione alla promozione dei post della campagna di Lula.

Secondo lo stesso resoconto, una ricerca su WhatsApp per «Exército do Lula» restituì tra i risultati «Canal do Lula», «Tropa do Flávio» e il canale del Partito dei Lavoratori (PT). Il servizio di UOL News pubblicato il 16 ottobre, con la giornalista Thaís Bilenky, ha inoltre riferito che Meta AI avrebbe generato materiale elettorale per Flávio Bolsonaro e respinto richieste analoghe legate a Lula.

Che cosa hanno detto Meta e il giudice

Meta ha negato favoritismi politici. Folha ha descritto i messaggi interni come discussioni di problemi operativi, mentre Público ha riferito il 17 ottobre che il giudice Marco Aurélio Bellizze riteneva insufficienti gli elementi, in quel momento, per concludere che Meta avesse manipolato deliberatamente la distribuzione. Il giudice ha comunque giudicato necessarie garanzie di parità elettorale, secondo Público.

Lo studio più ampio sugli annunci politici

Il 16 ottobre AP ha riferito che un gruppo di ricerca dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro aveva individuato almeno 1.613 annunci politici irregolari su Meta tra luglio e settembre, con 171 milioni di visualizzazioni e ricavi per circa 2 milioni di reais. I dati riguardano un insieme più ampio di annunci e non i singoli episodi segnalati dalla campagna di Lula.