Per usare un’immagine generata con IA in un’attività commerciale, occorre distinguere il permesso d’uso del servizio, i diritti assegnati dal contratto tra piattaforma e utente, il diritto d’autore e l’eventuale indennità per una contestazione di terzi. Sono tutele diverse: avere l’una non comporta automaticamente le altre.

Quali indennità prevedono i contratti

Servizio o accordoAmbito dell’indennità per contestazioni di proprietà intellettualeCondizioni ed esclusioni principali
Magnific BusinessIndennità specifica per l’output IA a favore del cliente Business contraente. Il massimale è di 50.000 € complessivi per quel cliente.Sono escluse, tra le altre, le contestazioni relative a marchi o diritti registrati, violazioni consapevoli o temerarie, uso dopo una notifica, input non autorizzati, prompt lesivi di diritti, modifiche o combinazioni e richieste degli utenti finali di applicazioni basate sulle API.
Adobe FireflySi applica agli output generati con una funzione e una superficie idonee, nell’ambito di un piano o SKU qualificato e di un accordo che richiama la descrizione di prodotto.Devono essere rispettati anche i requisiti dell’esportazione. Sono escluse le funzioni o superfici beta o di prova e quelle basate su modelli non addestrati da Adobe.
Servizi Google indicati nell’elencoL’elenco comprende Gemini in Workspace, Google Vids e specifici servizi Cloud.La clausola dettagliata di Workspace, datata 7 ottobre 2025, richiede un servizio elencato a pagamento, senza crediti o livello gratuito, e un output non modificato. Tra le esclusioni figurano le contestazioni commerciali sui marchi, la violazione nota o probabile, l’elusione delle salvaguardie e l’uso dopo una notifica.
API e ChatGPT Business o Enterprise di OpenAIL’indennità per l’output è prevista dagli accordi applicabili a questi clienti.Sono escluse, tra gli altri casi, le violazioni note o probabili, l’elusione delle salvaguardie, gli output modificati o combinati con servizi non OpenAI, gli input senza i diritti necessari, le contestazioni sui marchi legate all’uso commerciale e i servizi beta o di terzi.

Magnific: il piano gratuito non dà gli stessi diritti del piano a pagamento

I termini AI Products di Magnific, datati giugno 2026, limitano l’output dell’account gratuito all’uso personale e non commerciale. Per l’assegnazione dei diritti sull’output prevista per gli abbonati, l’abbonamento deve essere attivo nel momento in cui l’immagine viene generata. I termini AI Products di Magnific descrivono il rapporto tra servizio e abbonato; non determinano da soli il copyright riconosciuto dalla legge.

I termini Business, datati ottobre 2026, aggiungono un’indennità specifica per l’output IA a favore del cliente contraente, soggetta alle esclusioni elencate sopra e a un massimale aggregato di 50.000 €. Non è un importo per ogni immagine o contestazione. La copertura standard dei contenuti stock di Magnific è distinta e non si applica all’output IA; anche le protezioni previste per clienti Enterprise seguono accordi separati.

Adobe Firefly: l’indennità dipende dalla funzione usata e dall’esportazione

Adobe afferma che gli output dei modelli Firefly Image possono essere usati a fini commerciali. Per i modelli dei partner, Adobe invita a valutarne l’idoneità separatamente. La pagina di Adobe sull’uso commerciale di Firefly e la descrizione contrattuale di Firefly, pubblicata il 27 agosto 2026, trattano questioni diverse: il permesso commerciale non rende automaticamente ogni funzione idonea all’indennità.

La copertura richiede un accordo che richiami la descrizione di prodotto, un piano o SKU qualificato, una funzione e una superficie ammesse e l’evento di download o esportazione previsto. Funzioni beta o di prova e capacità basate su modelli non addestrati da Adobe sono escluse. Adobe avverte inoltre che utenti diversi possono ottenere risultati uguali o simili: l’uso commerciale non equivale a esclusività dell’immagine.

Google e OpenAI: conta il servizio indicato nell’accordo

L’elenco Google dei servizi idonei, modificato il 20 luglio 2026, nomina Gemini in Workspace, Google Vids e specifici servizi Cloud. L’app Gemini per consumatori non compare nell’elenco. Per Gemini in Workspace, la clausola dettagliata disponibile è quella datata 7 ottobre 2025; include le condizioni di pagamento e di output non modificato riportate nella tabella. La lista Google dei servizi coperti e i termini specifici di Google Workspace vanno quindi letti insieme al servizio e al contratto effettivamente utilizzati.

I termini di OpenAI aggiornati il 16 ottobre 2026 includono l’indennità per output negli accordi API, ChatGPT Business e ChatGPT Enterprise. Le esclusioni contano nella pratica: per esempio, la copertura descritta non comprende un output modificato o combinato con servizi non OpenAI né contestazioni sui marchi legate all’uso commerciale. Un account consumer ordinario non rientra nelle categorie di accordo nominate in queste clausole. I termini di servizio di OpenAI definiscono anche altre esclusioni, tra cui input privi dei diritti necessari e uso di servizi beta.

Il diritto d’autore: la regola italiana e l’analisi statunitense

In Italia, l’articolo 1 della legge 633/1941 tutela le opere dell’ingegno umano di carattere creativo anche quando sono realizzate con strumenti di IA, purché siano il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. Questa formulazione è in vigore dal 10 ottobre 2025. Il testo consolidato della legge su Normattiva lega quindi la tutela all’apporto intellettuale umano, non al solo permesso commerciale concesso da una piattaforma.

Negli Stati Uniti, il rapporto della U.S. Copyright Office del 29 gennaio 2025 afferma che i prompt, da soli, non forniscono un controllo sufficiente sugli elementi espressivi secondo la tecnologia di uso generale analizzata. Contributi espressivi umani, modifiche e scelte creative nella selezione o disposizione possono essere valutati caso per caso. Il 18 marzo 2025 la Corte d’appello federale del circuito del Distretto di Columbia ha confermato il rifiuto di registrare un’opera dichiarata creata autonomamente da una macchina. Il rapporto della U.S. Copyright Office e la decisione della Corte d’appello riguardano il diritto statunitense, non stabiliscono la tutela di una singola immagine in Italia.

Cosa controllare prima di pubblicare

Per una scelta concreta, verifica quale account o accordo copre il progetto, quale modello e funzione hanno generato l’immagine e quale percorso di esportazione hai usato. Conserva anche i termini applicabili e considera le modifiche, le combinazioni con altri strumenti e i diritti sugli input: sono aspetti che incidono sulle esclusioni di più contratti. Queste indicazioni sono informazioni generali, non un parere legale sul singolo progetto.

Il contratto o il brief del committente può vietare l’uso dell’IA anche quando i termini del generatore consentono un impiego commerciale.