Il 30 ottobre 2026 la Competition and Markets Authority (CMA), l’autorità britannica per la concorrenza, ha avviato un’indagine sulle condizioni commerciali proposte da Meta. A fine ottobre WAN-IFRA ha chiesto a Meta di ritirarle e di avviare una consultazione con gli editori: al centro della disputa c’è una clausola che avrebbe consentito la scansione automatizzata di siti associati all’uso aziendale dei servizi della piattaforma.
Che cosa chiede WAN-IFRA a Meta
WAN-IFRA, l’associazione mondiale degli editori di notizie, ha chiesto a Meta di ritirare le condizioni proposte e di confrontarsi con una delegazione rappresentativa del settore. Secondo quanto riferito da El Correo, l’associazione vuole che editori di ogni dimensione possano negare il permesso senza perdere l’accesso ai servizi, la distribuzione dei contenuti o il traffico di rimando ai propri siti.
Il 28 ottobre Meta aveva dichiarato che non avrebbe apportato cambiamenti alle proprie policy senza una consultazione completa con gruppi e rappresentanti del settore. La richiesta di WAN-IFRA, riferita da El Correo, è più specifica: ritirare le condizioni e discutere regole accettabili per gli editori.
La clausola descritta riguardava servizi commerciali
Nieman Lab ha riferito che la versione iniziale della clausola avrebbe autorizzato software automatici, inclusi scraper, bot e crawler, ad accedere, indicizzare, memorizzare nella cache, analizzare, raccogliere e recuperare domini, pagine e URL associati ai prodotti o ai servizi di un utente aziendale. Il testo contemplava anche il recupero periodico degli aggiornamenti. Fra gli usi elencati figuravano lo sviluppo, il miglioramento e la ricerca sui prodotti e servizi di Meta, oltre al loro addestramento e alla tutela della loro integrità.
Il perimetro commerciale descritto comprendeva la gestione di Pagine e gruppi, la pubblicazione di inserzioni, l’invio di messaggi di marketing e l’uso delle dashboard aziendali. Per i creator, la descrizione riguarda l’impiego di questi servizi commerciali, non automaticamente ogni profilo personale.
La revisione ha mantenuto il permesso di scansione
Nieman Lab ha riferito che Meta ha rimosso dalla versione successiva il riferimento esplicito all’addestramento e ha collegato gli usi dichiarati a pubblicità e prodotti aziendali, lasciando però il permesso di scansione. Alcuni giuristi citati dalla testata hanno osservato che il riferimento più ampio allo sviluppo dei prodotti poteva ancora prestarsi a interpretazioni che comprendessero l’addestramento.
Meta ha spiegato che l’aggiornamento era destinato a recuperare informazioni accurate sui prodotti in vendita su siti di terzi per le raccomandazioni pubblicitarie e di contenuti, e non a scansionare siti di notizie. L’Associated Press ha attribuito questa spiegazione ad Andy Stone, portavoce di Meta. La società ha anche detto che le proprie pratiche di scansione non sarebbero cambiate e che i proprietari dei siti potevano indicare le proprie preferenze tramite robots.txt. Nieman Lab ha rilevato che la versione contrattuale esaminata non conteneva un impegno esplicito a rispettare quelle indicazioni.
L’ingiunzione norvegese e la data prevista da Meta
Il 28 ottobre 2026 un tribunale norvegese ha disposto un’ingiunzione temporanea che sospende i nuovi termini per le 180 società editoriali ricorrenti, in attesa di un esame più approfondito. L’Associated Press ha riferito che la CMA britannica ha avviato la propria indagine due giorni dopo, il 30 ottobre.
La pagina del Meta Business Help Center indica il 20 novembre 2026 come data prevista per l’entrata in vigore delle versioni aggiornate di Meta Commercial Terms e Self-Serve Ad Terms.