La Spagna avrebbe proposto di proteggere dalle future restrizioni europee alcuni contratti pubblici già stipulati con fornitori poi classificati ad alto rischio, tra cui Huawei. La modifica compare, secondo quanto riferito da EL ESPAÑOL-Invertia il 2 novembre 2026, in una bozza del Consiglio dell’Unione europea: è una proposta, non una norma UE già approvata.
Come cambierebbe la tutela dei contratti esistenti
La modifica riferita escluderebbe dalle restrizioni le procedure di appalto avviate prima di una data specifica e lascerebbe fuori i contratti o gli accordi conclusi in precedenza. La data limite non è indicata nel resoconto.
La protezione non coprirebbe allo stesso modo ogni operazione successiva. Secondo il resoconto, le proroghe dei contratti e i nuovi ordini effettuati nell’ambito di accordi quadro sarebbero considerati nuovi contratti. Un accordo quadro è una cornice che consente di effettuare ordini successivi: con la formulazione proposta, questi ordini rientrerebbero quindi tra quelli soggetti alle future restrizioni.
I contratti Huawei citati in Spagna
Il resoconto menziona diversi casi del settore pubblico spagnolo. Nell’estate 2025 sarebbe stato rinnovato per 12,3 milioni di euro un contratto relativo a server Huawei OceanStor usati per conservare dati di intercettazioni autorizzate dall’autorità giudiziaria nel sistema SITEL. Per Adif, l’operatore ferroviario spagnolo, viene indicato un budget massimo di 484.000 euro, tasse incluse, per ricambi destinati alle apparecchiature della rete dati, con una durata di due anni.
Per la GISS, la gestione informatica della previdenza sociale spagnola, il resoconto riferisce di una gara da 160,9 milioni di euro, indetta nel giugno 2026 per assistenza, gestione e manutenzione dei database. Si tratta dell’importo della gara: il resoconto non riferisce un’aggiudicazione a Huawei. L’Agenzia delle entrate spagnola avrebbe inoltre acquistato nel 2021 due sistemi Huawei OceanStor Dorado 8000.
Che cosa riguarda la transizione europea di tre anni
La Commissione europea ha pubblicato il 20 gennaio 2026 la proposta di revisione del Cybersecurity Act, che comprende misure per rafforzare la sicurezza delle catene di fornitura delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La Commissione descrive separatamente una transizione di tre anni per gli operatori mobili chiamati a rimuovere fornitori ad alto rischio dalle reti 5G. Quel periodo riguarda le reti 5G degli operatori mobili, non indistintamente tutti gli appalti pubblici o le infrastrutture critiche. (Proposta di revisione del Cybersecurity Act; proposta di transizione per le reti 5G).
Il resoconto di EL ESPAÑOL-Invertia indica il 2027 come obiettivo per avvicinare le posizioni di Consiglio, Parlamento e Commissione verso un testo comune.