Katalyst Space Technologies riferisce che LINK è rientrato nell’atmosfera terrestre il 25 settembre 2026, dopo 85 giorni in orbita. Il veicolo non ha catturato l’Osservatorio Neil Gehrels Swift né ne ha innalzato l’orbita: la fase di salvataggio è stata abbandonata perché il propellente disponibile non bastava per eseguire la manovra in sicurezza. Nell’aggiornamento del 25 settembre, NASA collocava Swift a circa 325 chilometri di quota e ne prevedeva il rientro entro la fine dell’anno, in assenza di interventi.

La data riguarda LINK, il veicolo robotico sviluppato da Katalyst per raggiungere Swift. Dopo 85 giorni in orbita, il suo rientro ha concluso la missione; il tentativo di catturare l’osservatorio e rialzarne la quota non è stato portato a termine.

Secondo Katalyst, un guasto al sistema elettrico ha reso indisponibili due delle tre ruote di reazione di LINK, dispositivi che contribuiscono a controllare l’orientamento del veicolo. Per mantenere l’assetto, LINK ha fatto maggiore affidamento sui propulsori di controllo, consumando più propellente. La quantità rimasta non era sufficiente per tentare in sicurezza la cattura di Swift e il successivo innalzamento orbitale.

La dimostrazione tecnologica vicino a Swift

Dopo la rinuncia alla fase di salvataggio, NASA e Katalyst hanno proseguito con una dimostrazione tecnologica. NASA ha riferito che LINK si è avvicinato a Swift fino a una distanza compresa tra 12 e 15 chilometri (7,5–9 miglia). La dimostrazione ha incluso l’impiego dei tre bracci robotici e prove con i tre propulsori elettrici.

Lo stato di Swift e la previsione di NASA

Nell’aggiornamento del 25 settembre, NASA indicava che Swift si trovava a circa 325 chilometri di quota. L’agenzia stimava che le operazioni sarebbero diventate più difficili sotto i 300 chilometri, soglia che l’osservatorio avrebbe raggiunto tra l’inizio e la metà di ottobre 2026; a quella quota, le osservazioni scientifiche avrebbero probabilmente cessato.

Swift aveva intanto ripreso alcune attività: il Burst Alert Telescope aveva ricominciato a raccogliere dati il 18 settembre e, dal 21 settembre, l’osservatorio aveva ripreso a orientare automaticamente gli altri telescopi. NASA riferiva che il ripristino delle attività scientifiche aveva accelerato la discesa orbitale.

Shawn Domagal-Goldman, direttore della divisione di astrofisica di NASA, prevedeva che Swift sarebbe rientrato entro la fine del 2026 senza interventi.