Meta prevede l’entrata in vigore dei nuovi Meta Commercial Terms il 30 ottobre 2026. La clausola autorizza la scansione automatizzata di siti collegati ai prodotti o ai servizi di un’azienda, o resi disponibili attraverso l’uso dei prodotti Meta, e include l’addestramento tra gli impieghi consentiti. È un permesso previsto dal testo contrattuale, non la descrizione di un accesso concreto a un sito.
Quali siti e attività rientrano nella clausola
La disposizione riguarda domini, pagine web e URL associati ai prodotti o servizi dell’utente aziendale, oppure resi disponibili tramite l’uso dei prodotti e servizi di Meta. Meta elenca software automatizzati come bot, spider, crawler e user agent, oltre alla creazione di credenziali di test. Le operazioni citate comprendono accesso, indicizzazione, memorizzazione nella cache, analisi, raccolta, recupero, scansione e aggiornamenti periodici. Il testo dei nuovi Meta Commercial Terms indica tra le finalità fornire, sviluppare, migliorare, fare ricerca, addestrare e mantenere l’integrità dei prodotti, servizi e funzionalità coperti.
I termini commerciali si applicano all’uso dei prodotti Meta per scopi aziendali o commerciali: tra gli esempi figurano pubblicità, messaggi di marketing, vendita o inserimento di prodotti, sviluppo di app, gestione di Pagine o Gruppi per un’attività e uso di strumenti come Meta Business Suite e Ads Manager. La clausola lega quindi il perimetro dei siti al rapporto con l’attività e con i prodotti Meta, non a qualsiasi sito web.
Che cosa prevedevano i termini precedenti
Meta aveva già autorizzato una forma di scansione in un contesto più circoscritto: i termini per le funzioni di intelligenza artificiale creativa negli annunci riguardavano URL forniti dagli utenti in relazione alle inserzioni. Il confronto tra i due testi mostra la differenza fra quel presupposto pubblicitario e la formulazione più ampia dei nuovi termini, legata ai prodotti o servizi dell’attività.
| Aspetto | Meta Ad Creative Generative AI Terms | Nuovi Meta Commercial Terms |
| Siti o URL interessati | URL forniti dall’utente in relazione alle inserzioni | Domini, pagine o URL associati a prodotti o servizi, oppure resi disponibili attraverso l’uso dei prodotti Meta |
| Finalità elencate | Uso collegato alle inserzioni o alle finalità previste da quei termini | Fornire, sviluppare, migliorare, fare ricerca, addestrare e mantenere l’integrità dei prodotti e servizi coperti |
| Decorrenza indicata | 6 maggio 2024 | 30 ottobre 2026, data prevista per l’entrata in vigore |
I Meta Ad Creative Generative AI Terms, con decorrenza indicata al 6 maggio 2024, consentivano già la scansione automatizzata di URL forniti in relazione agli annunci. I nuovi termini commerciali formulano invece un criterio legato ai siti associati a prodotti o servizi e nominano esplicitamente l’addestramento tra gli usi possibili. Il confronto riguarda il perimetro scritto nei contratti.
Meta, gli editori e robots.txt
In un articolo pubblicato il 15 ottobre 2026, Nieman Lab riferisce che Meta descrive l’aggiornamento come un consolidamento di disposizioni già presenti in altri termini e sostiene che non cambierà le proprie pratiche di scansione. La stessa testata riferisce che Meta indica robots.txt, il file con cui un sito comunica ai crawler quali contenuti possono consultare, come strumento per gestire gli accessi.
Tre esperti legali citati da Nieman Lab hanno considerato possibile una lettura più ampia della clausola, anche rispetto ai siti degli editori. Matt Topic, avvocato specializzato in media e proprietà intellettuale, ha evidenziato l’incertezza sull’applicabilità giudiziaria; James Grimmelmann, docente di diritto digitale e dell’informazione, ha interpretato il testo come potenzialmente rilevante per l’addestramento dell’intelligenza artificiale sui contenuti degli editori. Sono valutazioni giuridiche attribuite ai rispettivi esperti. Nieman Lab ha riportato anche la posizione di Meta e le interpretazioni degli esperti.
La data indicata da Meta per l’entrata in vigore dei nuovi termini è il 30 ottobre 2026; fino ad allora, la distinzione concreta resta quella fra la precedente autorizzazione legata agli URL pubblicitari e la nuova formulazione riferita ai siti associati all’attività aziendale.