Meta ha sospeso le modifiche proposte alle condizioni commerciali per gli account aziendali su Facebook e Instagram. In una comunicazione riportata da The Independent in un dispaccio Reuters, l’azienda ha detto che le nuove condizioni non entreranno in vigore il 20 novembre e che, durante la consultazione, restano valide quelle esistenti. La sospensione arriva dopo un precedente rinvio, raccontato da NeoTeo in un aggiornamento sui termini commerciali di Meta.
Che cosa prevedeva la proposta
Le condizioni proposte riguardavano l’accesso automatizzato a domini, pagine e indirizzi web associati agli account aziendali. Il web scraping è la raccolta automatica di informazioni da siti web; secondo la descrizione del Los Angeles Times, il software avrebbe potuto anche indicizzare, memorizzare nella cache, analizzare e recuperare quei contenuti.
Andy Stone, portavoce di Meta, ha spiegato il 16 ottobre che l’obiettivo dichiarato era recuperare informazioni accurate sui prodotti in vendita su siti di terzi, per usarle nella pubblicità e nei suggerimenti mostrati sulle piattaforme. Stone ha detto che l’aggiornamento non riguardava i siti di notizie. Editori e altri critici hanno contestato la possibile ampiezza della formulazione, temendo che potesse consentire usi più estesi, anche nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Sono interpretazioni diverse della proposta: la finalità dichiarata da Meta e le preoccupazioni espresse dai critici.
La sospensione riguarda le condizioni proposte per gli account aziendali; la raccolta di post pubblici è un tema distinto.
La raccolta dei post pubblici è un tema separato
La proposta riguardava le condizioni commerciali degli account aziendali. Separatamente, il Los Angeles Times ha riferito che i post pubblici degli utenti comuni su Facebook e Instagram possono già essere raccolti per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. I due temi riguardano ambiti diversi.
Le iniziative in Norvegia e nel Regno Unito
Il Los Angeles Times ha riferito che il 28 ottobre un tribunale norvegese ha concesso un’ingiunzione temporanea richiesta da 180 imprese dei media, in attesa di una valutazione più ampia della legittimità delle condizioni.
Il 30 ottobre la Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito ha annunciato l’avvio di un’indagine sulle condizioni proposte. L’azione dell’autorità era un’indagine, mentre la misura norvegese era un’ingiunzione temporanea.