Dopo la sospensione del 17 ottobre 2026, No Kings ha riferito che, durante un incontro del 30 ottobre, i dirigenti di Meta non avevano piani per modificare le policy associate all’eccesso di moderazione. Quel giorno l’account Instagram della coalizione era rimasto inaccessibile agli amministratori durante un’azione nazionale per il voto anticipato; il blocco degli amministratori durò circa quattro ore, secondo il resoconto della coalizione e di Ars Technica.

No Kings riferisce che Meta non prevedeva modifiche alle policy

Secondo il resoconto della coalizione sull’incontro del 30 ottobre, Meta non prevedeva cambiamenti alle proprie policy legate all’eccesso di moderazione. No Kings chiedeva chiarimenti sulla sospensione e garanzie per evitare interruzioni durante le attività di mobilitazione.

Il 17 ottobre visibilità e accesso amministrativo tornarono in momenti diversi

La coalizione colloca intorno alle 13:30 ET la disattivazione dell’account, @nokingscoalition. La sua cronologia dell’incidente indica due orari diversi per il ritorno della visibilità pubblica: le 15:03 in un aggiornamento in diretta e le 15:30 in un riepilogo successivo. Per il ripristino dell’accesso completo agli amministratori, la pagina indica le 17:30 ET.

La differenza è rilevante: poter vedere un profilo non significa che chi lo gestisce possa accedervi e pubblicare. Ars Technica ha riferito che la revisione automatica individuò l’errore entro un’ora, mentre gli amministratori rimasero senza la possibilità di pubblicare per circa quattro ore.

La spiegazione attribuita a Meta riguarda attività simile a traffico di bot

MS NOW intervista in inglese Ezra Levin, che racconta il blocco dell’account No Kings e le conseguenze per l’organizzazione

Meta ha attribuito la sospensione a richieste improvvise, numerose e sequenziali, interpretate dai sistemi automatici come attività da bot. Andy Stone, portavoce di Meta, ha fornito questa spiegazione in dichiarazioni riportate da Newsweek.

La coalizione aveva usato Claude per cercare parole chiave e hashtag, secondo quanto riferito da Ars Technica. La testata non ha identificato lo strumento specifico né il modo in cui accedeva a Instagram, quindi il collegamento tra quell’attività e il blocco resta parte della spiegazione riportata, non una causa tecnica accertata in modo indipendente.

Nel colloquio con MS NOW, Ezra Levin, cofondatore di No Kings, ha raccontato che gli organizzatori non riuscirono ad accedere all’account per circa 90 minuti e non poterono pubblicare per quattro ore.

CREW chiese documenti a quattro agenzie federali

Il 19 ottobre Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW) annunciò una richiesta accelerata di documenti al Department of Homeland Security, all’Immigration and Customs Enforcement, al Department of Justice e all’FBI. La richiesta riguardava comunicazioni e documenti interni su Meta e No Kings; CREW ne ha pubblicato i dettagli.

Ars Technica ha riferito di non aver trovato prove che l’amministrazione Trump avesse chiesto la sospensione o che Meta avesse preso di mira l’account per ragioni politiche. Separatamente, Newsweek ha riportato la valutazione del Meta Oversight Board secondo cui i sistemi di prevenzione degli errori avrebbero dovuto intercettare la sospensione. Una coalizione di 14 procuratori generali statali ha chiesto a Meta una spiegazione più trasparente e misure per evitare interruzioni di attività elettorali legittime.