Il 4 novembre 2026 OpenAI ha pubblicato i risultati di una campagna condotta a metà ottobre sul kernel Linux: l’azienda riferisce 948 vulnerabilità distinte di escalation locale dei privilegi (LPE), ricavate dall’analisi delle varianti, e 1.169 exploit LPE funzionanti. I due numeri descrivono risultati diversi della ricerca riportata da OpenAI.
Per capire il dato 948, tieni distinti i candidati individuati, gli exploit funzionanti e le vulnerabilità contate dopo l’analisi delle varianti.
Che cosa conta il dato 948
Una vulnerabilità LPE può permettere a un utente che ha già accesso locale al sistema di ottenere privilegi più elevati, per esempio quelli di root. La categoria descrive quindi un’escalation dei privilegi a partire da un accesso locale; da sola, non indica un ingresso da remoto.
OpenAI ha contato 1.169 exploit funzionanti e, dopo l’analisi delle varianti, 948 vulnerabilità LPE distinte. L’azienda ha inoltre riferito di aver generato patch candidate da sottoporre alla revisione umana. Il numero 948 riguarda le vulnerabilità distinte, non il numero di exploit funzionanti.
Dai candidati ai risultati del pipeline
OpenAI ha applicato il pipeline a 5.034 obiettivi, per circa 2,8 milioni di righe di codice, pari a circa il 7% del kernel. La scansione ha riguardato il ramo master più recente disponibile in quel momento. Le misure riportate attraversano fasi e categorie diverse, quindi non sono quantità da sommare tra loro.
| Fase o misura | Conteggio | Tempo o ambito riportato |
| Obiettivi selezionati | 5.034 | Circa 2,8 milioni di righe, circa il 7% del kernel |
| Candidati individuati | 2.308 | Generati entro 12 ore |
| Vulnerabilità riprodotte dinamicamente | 1.724 | Riprodotte entro 30 ore |
| Candidati di fuga di informazioni dopo lo screening | 313 | Classificazione intermedia |
| Candidati LPE dopo lo screening | 1.238 | Classificazione intermedia |
| Proof of concept (PoC) per fughe di informazioni | 291 | Risultato della fase di valutazione |
| Exploit LPE funzionanti | 1.169 | Risultato della fase di valutazione |
| Vulnerabilità LPE distinte | 948 | Conteggio dopo l’analisi delle varianti |
Per la validazione dinamica OpenAI ha usato kernel con KASAN; la valutazione degli exploit si è svolta in macchine virtuali isolate con protezioni come SMEP, SMAP, KASLR e HARDENED_USERCOPY attive. Queste condizioni descrivono i test della campagna, mentre la cifra 948 resta un conteggio delle vulnerabilità distinte individuate da OpenAI.
Revisione umana e fotografia delle patch
La revisione ha avuto un ruolo concreto nel controllo dei risultati. OpenAI riferisce che, in una fase iniziale, 20 dei 200 exploit contrassegnati come riusciti avevano ottenuto root sfruttando una vulnerabilità diversa da quella assegnata. In seguito, l’azienda ha ristretto i vincoli del compito e aggiunto un controllo indipendente sul percorso usato da ciascun exploit.
Al termine dei dieci giorni di scansione e analisi manuale, OpenAI contava 61 vulnerabilità LPE corrette nel ramo principale, 43 con patch in staging e 299 segnalate o discusse pubblicamente. Sono conteggi riferiti a quel periodo della campagna. In un campione di 166 exploit, l’azienda e gli esperti esterni consultati hanno giudicato nuove 10 tecniche di sfruttamento.
Quanto è costata la campagna
OpenAI ha dichiarato una spesa complessiva di 1.213.430 $ in crediti API. L’azienda ha definito queste cifre un limite superiore: la campagna privilegiava la misurazione del metodo e delle capacità rispetto all’ottimizzazione dei costi.
| Voce | Crediti API dichiarati |
| Selezione degli obiettivi | 3.426 $ |
| Generazione dei candidati | 316.549 $ |
| Validazione dinamica | 73.330 $ |
| Screening iniziale | 44.194 $ |
| Valutazione degli exploit | 775.929 $ |
| Somma delle cinque voci | 1.213.428 $ |
| Totale dichiarato da OpenAI | 1.213.430 $ |