Non serve spiegare troppo. Mortal Kombat ha cambiato tutto. Ha portato un nuovo schema di pulsanti (due per il pugno, due per il calcio e uno per la parata), grafica “fotorealistica”, molto sangue e violenza e, naturalmente, le grandiose e infami fatalities. Fu tale il successo del gioco Midway che, come successe con Street Fighter 2, la moda si impose e molti altri giochi cominciarono a imitarlo, molti includendo qualche tipo di “mossa finale”.
Ecco alcuni di questi cloni, i più pazzi, strani e sanguinari.
Barbarian (1987)
Quelli di noi che hanno più anni di quanti ne vogliamo ammettere sanno che Mortal Kombat non fu il primo videogioco a includere sanguinosi colpi finali per eliminare l’avversario. No signore! Il primo gioco di combattimento a includere una fatality fu Barbarian (per C64 e altri sistemi). La cosa buona di questa “fatality” è che poteva essere eseguita in qualsiasi momento, e non solo quando si metteva KO l’avversario. Bastava assestare un colpo rotante al momento giusto e gli tagliavi la testa. Poi veniva una brutta lucertola e la calciava fuori dallo scenario.
Eternal Champions: Challenge from the Dark Side (1996)
Eternal Champions, la versione per Sega CD in questo caso, aveva due tipi di mosse finali: le fatalities dello scenario e le vendette. Cioè, c’è una fatality per scenario, attivabile da qualsiasi personaggio, oltre alle fatalities uniche del personaggio, chiamate vendette. Il gioco è più o meno, ma con una grafica molto carina.
Weaponlord (1995)
Il gioco di combattimento per Sega Genesis con i design dei personaggi di Simon Bisley non fu tutto ciò che avrebbe dovuto essere, ma... aveva i design di Simon Bisley! L’arte di Weaponlord è eccezionale, anche se non si può dire lo stesso delle fatalities, che sono tanto mediocri quanto la sua giocabilità.
Tattoo Assassins (1994)
Uno dei cloni più strani di Mortal Kombat. Sviluppato da Data East, creato dallo sceneggiatore di Back to the Future e con diversi tipi di “mossa finale” tra cui scegliere. Oltre alle fatalities che puoi vedere sotto, il gioco aveva Morphalities e Nudailities (in cui si spoglia il personaggio perdente).
Survival Arts (1993)
Un altro dei cloni economici di Mortal Kombat, ma con controlli molto simili a quelli di Street Fighter 2, giusto per confondere. Non fu migliore di nessuno dei due, quindi finì nell’oblio senza troppa gloria. Oggi lo ricordiamo qui, per le sue fatalities.
Time Killers (1993)
Time Killers ha probabilmente la migliore grafica in stile pixel art tra tutti i giochi dell’epoca. Finalmente un po’ di colore in un gioco di combattimento! Oltre alle fatalities, in Time Killers potevi perdere parti del corpo e continuare a giocare, finché avevi punti vita. Un piccolo gioiello di gioco.
Thrill Kill (1998)
Il gioco proibito di PlayStation. Un gioco così sanguinario che non fu mai rilasciato ufficialmente, anche se tutti ci abbiamo giocato grazie alla beta trapelata. Thrill Kill era demenziale e, anche se la grafica della Play non lo aiutò molto, anche molto divertente. Queste sono le fatalities di tutti i suoi personaggi.
https://www.youtube.com/embed/uELqQjkQNawWay of the Warrior (1994)
Che console terribile fu la 3DO, la creatura di Panasonic che pretese di competere con la PlayStation. È possibile che a livello hardware non facesse così schifo, ma i giochi sì che erano tra i peggiori. Guarda, ad esempio, questo disgustoso clone di Mortal Kombat, con grafica tratta da qualche film di serie Z e che cerca di passare per qualcosa di più di una miserabile copia.
Primal Rage (1994)
Il gioco dei dinosauri sviluppato da Atari aveva tutto a favore per trionfare, tranne un gameplay pessimo che lo rendeva troppo mediocre accanto ai grandi titoli con cui competeva. È un gioco molto conosciuto, ma poco giocato, quindi è possibile che ti sia sfuggito il fatto che possedeva anche “mosse finali”. Non erano nemmeno un granché, come puoi vedere nel video.
Terrordrome The Game - Rise of the Boogeymen (2012)
In Terrordome, il gioco di combattimento basato sui classici slasher del grande schermo, le Fatalities si chiamano Trophy. Ma sono la stessa cosa, una violenta mossa finale per eliminare il perdente nel modo più sanguinario possibile. A differenza delle classiche fatalities, in questi Trophy il personaggio vincitore solleva la testa dell’avversario come trofeo, crogiolandosi nel male.
Game Over.