Nel reportage pubblicato il 12 ottobre 2026, Ars Technica riferisce che Amazon gestisce oltre un milione di robot nei magazzini, in gran parte unità mobili, mentre la flotta di bracci robotici è nell’ordine di poche migliaia. Nel luglio 2026, il CFO Brian Olsavsky aveva dichiarato che l’azienda prevedeva di portare la flotta dei bracci a oltre il doppio nel corso dell’anno. La distinzione conta per capire il lavoro: i robot mobili trasportano i pod alle postazioni, mentre le persone continuano a svolgere mansioni di stoccaggio, prelievo e imballaggio.

Le unità mobili e i bracci svolgono compiti diversi

Hercules e Titan portano i pod d’inventario alle postazioni. Proteus è progettato per muoversi più liberamente fra persone e oggetti. I bracci intervengono su altre fasi: Robin smista i singoli pacchi, Cardinal li carica su carrelli, Sparrow riunisce articoli in contenitori parzialmente pieni e Vulcan preleva e ripone prodotti nei pod usando la visione artificiale e sensori di forza. Amazon descrive DeepFleet come una famiglia di modelli di intelligenza artificiale che coordina i robot e prevede possibili congestioni.

Questa divisione lascia alle persone il lavoro alle postazioni e affida alle macchine specifiche attività di trasporto e movimentazione. Amazon presenta l’automazione come un modo per alleggerire i compiti fisicamente impegnativi e indica manutenzione, affidabilità e ingegneria fra le aree professionali legate ai centri con robotica avanzata. Scott Dresser, vicepresidente di Amazon Robotics, ha descritto la manutenzione dei robot come un lavoro più specializzato e meglio retribuito, secondo Ars Technica.

Il lavoro alle postazioni: il caso VGT1

Il servizio di FOX5 Las Vegas mostra unità mobili che trasportano pod d’inventario nel centro VGT1 e raccoglie la testimonianza di una persona che lavora lì.

Nel servizio trasmesso il 26 agosto 2026, FOX5 Las Vegas ha riferito che il centro VGT1 di Las Vegas impiega circa 2.400 persone e utilizza migliaia di robot. Le immagini mostrano unità mobili che trasportano pod d’inventario; una persona intervistata ha raccontato che il sistema porta il lavoro alla postazione e riduce gli spostamenti a piedi. È un esempio circoscritto a un singolo stabilimento.

Una testimonianza individuale racconta anche il peso dei turni. In un post su Reddit, una persona della California meridionale ha descritto il picking come gestibile dopo due settimane, ma ha associato ai turni notturni di 10 ore l’affaticamento mentale e la difficoltà di conciliarli con un secondo impiego.

Lo studio sugli infortuni confronta dati del 2016–2019

Ars Technica riferisce che uno studio pubblicato nell’aprile 2025 su ILR Review ha analizzato dati settimanali di oltre 150 magazzini Amazon raccolti dal 2016 al 2019. Nei centri robotizzati, lo studio ha riportato risultati diversi per due categorie di infortuni rispetto ai centri tradizionali:

EsitoDifferenza nei centri robotizzati rispetto ai tradizionaliPeriodo dei dati
Infortuni gravi40% in meno2016–2019
Infortuni meno gravi associati a sforzi ripetitivi77% in più2016–2019

Nel reportage, un portavoce di Amazon ha citato miglioramenti dal 2019 del 43% nel tasso globale degli infortuni registrabili e del 70% nel tasso degli infortuni con assenza dal lavoro. Sono indicatori riferiti all’intera azienda; lo studio confrontava invece i centri robotizzati con quelli tradizionali.

Le proiezioni riguardano le assunzioni future negli Stati Uniti

Il 21 ottobre 2025 il New York Times ha riferito che documenti strategici interni prevedevano oltre 160.000 assunzioni in meno negli Stati Uniti entro il 2027 e 600.000 in meno entro il 2033. Si tratta di proiezioni sulle necessità future di assunzione, non di un conteggio di posti già eliminati. Ars Technica ha riportato la risposta di Amazon, secondo cui i documenti riflettevano le valutazioni di un gruppo interno.