Anthropic ha annunciato l’8 ottobre 2026 una modifica alla Usage Policy che vieta agli utenti comportamenti «sostenuti e inutilmente abusivi o crudeli» verso i suoi modelli. La disposizione entrerà in vigore il 12 novembre 2026 e, secondo l’azienda, riguarda casi estremi di crudeltà ripetuta senza uno scopo riconoscibile. Anthropic ha pubblicato qui l’aggiornamento e la data di entrata in vigore.

Quali comportamenti sono esclusi

Anthropic specifica che la regola non riguarda:

  • la frustrazione comune degli utenti;
  • le obiezioni o le critiche;
  • i temi cupi nelle opere creative;
  • i test dei modelli;
  • la ricerca.

La policy descrive quindi una condotta ripetuta e priva di uno scopo discernibile, non un divieto generale di criticare Claude. La singola parolaccia non è indicata come criterio autonomo.

Che cosa succede quando Claude termina una chat

Anthropic farà entrare in vigore la regola antiabuso per Claude il 12 novembre

La chiusura della conversazione è il principale meccanismo di applicazione indicato da Anthropic per la nuova regola. È però una funzione distinta dalla modifica del 2026: il 15 agosto 2025 l’azienda ne aveva già descritto l’uso con Claude Opus 4 e Claude Opus 4.1 nelle interfacce di chat per i consumatori. In quella descrizione, Claude avrebbe dovuto ricorrervi come ultima risorsa, dopo vari tentativi di reindirizzare la conversazione; la nota indicava un’eccezione in caso di rischio imminente di danno per l’utente o per altre persone. Anthropic aveva illustrato la funzione nel 2025.

Secondo quella descrizione, terminare una chat impedisce di inviare altri messaggi in quel thread, ma non modifica le altre conversazioni dell’account. L’utente può aprire una nuova chat oppure modificare e reinviare messaggi precedenti per creare un nuovo ramo della conversazione.

La regola non risolve la questione della coscienza

La modifica riguarda il comportamento degli utenti. Nel 2025 Anthropic ha scritto di mantenere una forte incertezza sul possibile status morale di Claude: la nuova regola non costituisce una valutazione sulla coscienza o sulla capacità del modello di provare sofferenza. La nota di Anthropic del 2025 affronta anche questo tema.