Il 15% di accordo riguarda la dose misurata sotto 100 keV/μm di LET nell’acqua. Oltre quella soglia, i rivelatori al fluoruro di litio LiF (FNTD) hanno sovrastimato quelli plastici PADC (PNTD): fino al 30% per la dose e di circa il 15% per il fattore di qualità. Il confronto è descritto in uno studio metodologico pubblicato online il 1° settembre 2026, basato su rivelatori esposti durante la missione senza equipaggio Artemis I.
Che cosa hanno misurato i rivelatori su Artemis I
I rivelatori LiF e PADC sono stati confrontati nelle stesse posizioni del fantoccio antropomorfo Zohar, un modello strumentato del corpo trasportato da Orion nell’ambito dell’esperimento MARE. Zohar indossava il giubbotto AstroRad; i valori riportati qui riguardano la posizione sotto il giubbotto. Lo studio sui rivelatori LiF, pubblicato su Radiation Measurements, descrive un confronto tra metodi di misura, non una dose personale degli astronauti (studio del 2026).
Il LET, o trasferimento lineare di energia, indica quanta energia una particella deposita lungo il proprio percorso nella materia. Nei rivelatori LiF, le particelle cariche lasciano tracce associate a centri fluorescenti nel cristallo. Dopo il volo, i ricercatori le analizzano al microscopio e applicano correzioni e calibrazioni per stimare il LET. I PADC, invece, sono rivelatori plastici le cui tracce vengono sviluppate con un trattamento chimico.
Dove vale l’accordo del 15%
Per LET nell’acqua inferiore a 100 keV/μm, lo studio riporta che le misure della dose assorbita con FNTD e PNTD concordavano entro il 15%; quelle del fattore di qualità differivano di pochi punti percentuali. Sopra 100 keV/μm, i FNTD sovrastimavano i risultati PNTD: fino al 30% per la dose e circa il 15% per il fattore di qualità.
La soglia conta perché il valore di accordo non descrive tutto l’intervallo analizzato. La dose assorbita, espressa in gray, misura l’energia depositata per unità di massa; la dose equivalente, espressa in sievert, tiene conto anche del tipo di radiazione. Il fattore di qualità entra in questa valutazione.
I valori sotto il giubbotto sul fantoccio Zohar
La tabella confronta i due rivelatori nella stessa posizione del fantoccio. L’intervallo oltre 10 keV/μm comprende anche valori superiori a 100 keV/μm, la fascia in cui lo studio rileva la sovrastima dei FNTD.
| Intervallo di LET nell’acqua | Rivelatore | Dose assorbita | Dose equivalente |
| Oltre 10 keV/μm | LiF FNTD | 3,1 ± 0,5 mGy | 48,5 ± 9,3 mSv |
| Oltre 10 keV/μm | PADC PNTD | 2,4 ± 0,1 mGy | 32,7 ± 1,3 mSv |
| 10–100 keV/μm | LiF FNTD | 1,4 ± 0,2 mGy | 13,4 ± 2,5 mSv |
| 10–100 keV/μm | PADC PNTD | 1,6 ± 0,1 mGy | 16,6 ± 0,7 mSv |
Le incertezze indicate rappresentano la sola statistica di conteggio: non comprendono i contributi delle correzioni e della calibrazione. Nello spettro confrontato, i ricercatori hanno analizzato circa 150 tracce FNTD contro quasi 2.000 tracce PNTD. Lo studio segnala anche un sottoconteggio della fluenza a basso LET, cioè del numero di particelle che attraversa una superficie, sotto circa 15–20 keV/μm.
Questi risultati descrivono misure su un fantoccio, in posizioni specifiche all’interno di Orion. Non sono una stima clinica del rischio per una singola persona.
Come si collocano i valori di Orion e della ISS
Uno studio distinto del 2024 ha riportato per i raggi cosmici galattici (GCR) in Orion un tasso di dose equivalente di 0,96–1,24 mSv al giorno durante la crociera interplanetaria. Lo stesso studio indica 0,68 mSv al giorno per una misura della ISS riferita a dicembre 2022 e 1,40 mSv al giorno per un valore della ISS estrapolato allo spazio libero (studio sulle misure di Artemis I).
Sono condizioni diverse: il valore di 1,40 mSv al giorno è un’estrapolazione, non una misura effettuata nello spazio libero, mentre quello della ISS è una misura in orbita terrestre. I tre numeri non costituiscono un unico rapporto diretto tra radiazione lunare e radiazione in orbita bassa terrestre.