Igalia contribuisce ai motori di browser associati a Chrome e Safari. Un caso della seconda metà del 2018, tra correzioni a CSS Grid e una modifica di editing arrivata in Chromium ma non in Safari, mostra come il lavoro per rendere i browser interoperabili possa incontrare esigenze diverse di compatibilità.

Il lavoro riguarda i motori dei browser

Igalia è una società di consulenza sul software open source con sede ad A Coruña. Un profilo pubblicato nel 2026 la descrive al lavoro sui motori collegati a Chrome, Safari, Firefox, Edge, Brave e Opera. Il motore è la componente che interpreta le tecnologie web e consente al browser di visualizzare le pagine: contribuire a un motore significa lavorare su questa base tecnica, non possedere o controllare il browser.

Per Chrome, il resoconto tecnico di Frederic Wang sulle attività del secondo semestre del 2018 descrive interventi su Chromium; per Safari, parla di lavoro su WebKit. Tra gli esempi cita correzioni relative a CSS Grid, il sistema che dispone gli elementi di una pagina in righe e colonne, e test usati per verificare l’interoperabilità tra browser.

Il caso del 2018 tra Chromium e Safari

La retrospettiva di Wang racconta anche un caso in cui una modifica alla formattazione degli elenchi durante la scrittura fu implementata in Chromium ma non in Safari. Dopo un confronto con Apple, la modifica non fu adottata per Safari perché avrebbe potuto causare problemi ad alcune app iOS per la modifica di testo formattato.

È un esempio circoscritto alle attività descritte per il 2018, non una fotografia delle versioni attuali dei browser. Fa capire però perché interoperabilità non significhi applicare automaticamente la stessa modifica ovunque: un cambiamento può funzionare in un motore e avere effetti indesiderati su applicazioni legate a un’altra piattaforma.

La retrospettiva riferisce inoltre che il progetto di Igalia per portare MathML, un formato per contenuti matematici sul web, in Chromium era partito all’inizio del 2019.

Come funziona la consulenza sul software libero

Nel profilo del 2026, il cofondatore Alberto García descrive un modello in cui i clienti pagano Igalia per adattare software libero ai propri prodotti, risolvere problemi o sviluppare nuove funzioni. I miglioramenti, secondo García, possono poi essere usati anche da altri. Il lavoro commissionato a una società di consulenza può così contribuire a software accessibile a una comunità più ampia.

Orca, Valve e le origini di Igalia

Il profilo attribuisce a Igalia anche la manutenzione di Orca, un lettore di schermo per Linux, e attività per Valve in ambiti come sistemi operativi, grafica, audio e video per dispositivi da gioco, tra cui Steam Deck.

Secondo lo stesso profilo, dieci laureati dell’Universidade da Coruña fondarono Igalia nel settembre 2001. Al momento della pubblicazione, il 25 ottobre 2026, la società contava quasi 200 professionisti in tre continenti. García descrive inoltre un modello in cui i dipendenti possono diventare soci e partecipare, attraverso votazioni e consenso, alle decisioni dell’azienda, agli investimenti e alle scelte sugli stipendi.