Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) hanno continuato a operare grazie a sistemi autonomi, componenti di riserva e margini di progettazione. La loro lunga attività ha permesso di osservare Marte nel tempo e di trasmettere dati dei veicoli sulla superficie verso la Terra; i due orbiter, però, affrontano problemi d’invecchiamento diversi.
Due orbiter con compiti condivisi e contributi distinti
Mars Odyssey è arrivata su Marte il 24 ottobre 2001; MRO vi è arrivato il 10 marzo 2006, secondo la retrospettiva del NASA Jet Propulsion Laboratory (JPL). Entrambi hanno anche funzionato da ripetitori: raccolgono i dati inviati dai robot sulla superficie e li inoltrano alle antenne della Deep Space Network della NASA sulla Terra.
Le loro osservazioni scientifiche hanno avuto accenti diversi. Mars Odyssey ha studiato, tra l’altro, il ghiaccio marziano. MRO ha raccolto immagini ad alta risoluzione e osservazioni utili a seguire i cambiamenti della superficie, oltre a contribuire alla valutazione dei siti di atterraggio e dei percorsi dei rover.
Autonomia, ridondanza e margini di progettazione
Una sonda diretta verso Marte deve gestire molte operazioni senza un controllo continuo dalla Terra. Secondo un resoconto pubblicato nel 2026, le sonde scientifiche marziane possono comunicare con la Terra una o due volte alla settimana. L’autonomia di bordo è quindi essenziale tra un contatto e l’altro.
La ridondanza offre un’altra protezione: NASA duplica componenti importanti, così un sistema di riserva può sostenere le operazioni mentre gli ingegneri esaminano un guasto. Lo stesso resoconto riferisce che MRO partì con più capacità nelle batterie e più propellente di quanto fosse strettamente necessario. Questo margine ha contribuito a sostenere la missione; nell’ottobre 2026 NASA sperava che l’orbiter potesse operare per un altro decennio.
MRO e la mappa stellare aggiornata nel 2025
Nel 2025, secondo quanto riferito nel 2026, gli ingegneri inviarono a MRO una mappa stellare aggiornata. Il sistema usa una carta delle stelle come riferimento per orientare la sonda; piccoli cambiamenti nelle posizioni apparenti delle stelle avevano creato disallineamenti nei riferimenti. L’aggiornamento riguardò MRO, non Mars Odyssey.
Mars Odyssey e la riserva di propellente incerta
Per Mars Odyssey, il problema operativo riferito riguarda il propellente. La sonda non ha un indicatore che ne misuri la quantità residua, perciò la riserva resta incerta. Gli ingegneri hanno adattato le operazioni per usare quantità molto piccole di propellente nelle correzioni di orientamento.
Che cosa ha permesso di scoprire la lunga osservazione di MRO
La retrospettiva del NASA JPL del 9 marzo 2016 offre un quadro storico dei risultati di MRO. A quella data, la sonda aveva trasmesso a Terra 264 terabit di dati scientifici, più di quanto avessero restituito complessivamente tutte le altre missioni interplanetarie. JPL riferì anche che tutti e sei gli strumenti scientifici erano ancora produttivi, oltre sette anni dopo la conclusione della fase scientifica primaria prevista.
Nello stesso resoconto, JPL indicò che HiRISE aveva ripreso circa il 2,4% della superficie di Marte, la Context Camera (CTX) oltre il 95% e CRISM quasi il 98% in più lunghezze d’onda della luce visibile e infrarossa. Sono dati riferiti al 2016. Osservare il pianeta per più anni marziani ha inoltre permesso di seguire cambiamenti stagionali e di studiare, tra gli altri fenomeni, il ciclo del ghiaccio e possibili colate stagionali di acqua salata.