Il 30 ottobre 2026 l’Assemblea nazionale francese ha adottato in prima lettura l’emendamento I-1358 al bilancio 2027, che propone un prelievo di 0,055 € per ogni gigabyte di dati inviato agli utenti in Francia. Il voto è passato con 11 voti favorevoli, 10 contrari e 14 astensioni. L’Assemblea ha approvato un emendamento, non una tassa entrata in vigore: il registro ufficiale conferma il risultato.

Chi pagherebbe e quali dati sarebbero conteggiati

Secondo l’emendamento, il prelievo sarebbe a carico dell’emittente dei dati, cioè del fornitore di contenuti. Agli operatori di accesso a Internet (ISP) spetterebbe misurare i volumi e inviare alla Direction générale des Finances publiques (DGFiP) rapporti trimestrali, sotto la supervisione di Arcep, l’autorità francese per le comunicazioni.

La raccolta proposta includerebbe l’identità dell’emittente, il suo identificativo presso la Internet Assigned Numbers Authority (IANA) e il volume di dati, in forma aggregata e anonimizzata. Il testo esclude la richiesta di registrazioni sul contenuto o sulla destinazione dei dati. Per un fornitore che usa una rete di distribuzione dei contenuti (CDN), cioè una rete che conserva copie dei contenuti vicino agli utenti, il volume conteggiato sarebbe la somma dei flussi in uscita dalla CDN. Il dettaglio delle modalità tecniche sarebbe definito con un decreto. L’emendamento I-1358 fissa la tariffa proposta a 0,055 € per GB.

Scadenze e stime previste dal testo

Per i gruppi senza un’entità stabilita in Francia, il testo propone un avviso della DGFiP entro il 30 gennaio e il pagamento in euro entro il 30 marzo dell’anno successivo all’emissione dei dati. I gruppi con un’entità francese pagherebbero secondo le modalità previste per l’imposta sulle società. L’emendamento formula inoltre un tetto massimo pari al 15% del fatturato realizzato in Francia oppure al 2% del fatturato totale.

A titolo di semplice calcolo, 100 GB moltiplicati per 0,055 € darebbero 5,50 € prima dell’applicazione del tetto. Nelle motivazioni dell’emendamento, i promotori stimano un traffico annuo di 200 miliardi di GB e un gettito di 10 miliardi di euro: sono previsioni legate alla proposta. Il testo dell’emendamento stabilisce la tariffa, le modalità di rendicontazione e le scadenze proposte.

Le obiezioni emerse in Parlamento

Il relatore generale della commissione Finanze, Philippe Juvin, e il ministro David Amiel si sono opposti all’emendamento. Juvin ha avvertito che le piattaforme potrebbero trasferire il costo agli inserzionisti. Amiel ha sollevato dubbi sulla misurazione dei flussi e ha sostenuto che 5 miliardi di euro, metà del gettito stimato dai promotori, ricadrebbero sui fornitori di contenuti più piccoli, compresi quelli francesi. Il resoconto della seduta del 30 ottobre riporta le posizioni espresse nel dibattito.