L’11 settembre 2026 il tribunale d’appello federale per il Distretto di Columbia ha annullato all’unanimità la dichiarazione d’emergenza con cui il Department of Energy (DOE) aveva imposto di mantenere disponibile la centrale a carbone J.H. Campbell, a West Olive, in Michigan. Secondo la corte, il governo non aveva dimostrato la carenza elettrica critica richiesta dalla legge. La decisione riguarda direttamente Campbell: non significa che l’impianto abbia chiuso quel giorno e non cancella automaticamente gli ordini relativi ad altre centrali.
La decisione sulla centrale J.H. Campbell
La controversia ruota attorno alla Section 202(c) del Federal Power Act, la norma che consente al governo federale di intervenire temporaneamente sulla produzione o sulla trasmissione elettrica in presenza di condizioni d’emergenza previste dalla legge. Tra queste rientrano una crescita improvvisa della domanda o una carenza di energia elettrica.
Il collegio di tre giudici ha concluso che il DOE aveva oltrepassato i limiti di questa autorità nel caso Campbell. L’impianto, gestito da Consumers Energy, era stato programmato per il pensionamento il 31 maggio 2025, ma una serie di ordini ne aveva imposto la disponibilità oltre quella data.
La conseguenza giuridica immediata è l’annullamento della dichiarazione d’emergenza contestata. Non è invece una decisione che fissa una nuova data di chiusura né una dichiarazione sul funzionamento quotidiano dell’impianto.
Perché non era un’emergenza elettrica ai sensi della legge
Il DOE aveva richiamato preoccupazioni sulla sicurezza della rete: margini di riserva ridotti, domanda estiva e il rischio che la capacità disponibile non fosse sufficiente nei periodi di picco. La corte ha però distinto una previsione sulla possibile pressione futura della rete da una carenza elettrica critica e immediata.
Nel ragionamento dei giudici, le preoccupazioni generiche sulla domanda stagionale non bastavano a trasformare la situazione in un’emergenza ai sensi della Section 202(c). Anche il materiale usato dal governo non dimostrava la crisi richiesta: un rapporto del Midcontinent Independent System Operator (MISO) indicava risorse anticipate adeguate per le condizioni di carico massimo, pur riferendosi alle condizioni del 2024.
Il punto è più ampio della singola centrale. I poteri d’emergenza sono una valvola di sicurezza per situazioni eccezionali, non un sostituto della pianificazione ordinaria delle risorse. Se una chiusura può essere gestita attraverso i normali meccanismi di adeguatezza della rete, la corte ha ritenuto che il governo non possa ricorrere automaticamente alla Section 202(c) per mantenere in servizio un impianto.
Una chiusura pianificata contro l’intervento federale
La chiusura di Campbell era stata sottoposta alla revisione regolatoria del Michigan e alla valutazione di MISO. Nel piano erano previste risorse di generazione sostitutive. Questo contesto ha avuto un peso nel distinguere due situazioni molto diverse:
- la pianificazione regionale, che valuta con anticipo domanda, riserve e nuova capacità;
- l’intervento federale d’emergenza, pensato per una carenza improvvisa che richieda un’azione immediata.
La sentenza non stabilisce che ogni piano di pensionamento di una centrale sia automaticamente sufficiente a garantire l’affidabilità della rete. Stabilisce però che il governo deve dimostrare i presupposti concreti dell’emergenza prima di usare un potere eccezionale per bloccare quel piano.
Che cosa succede ora a Campbell
La decisione annulla la dichiarazione d’emergenza impugnata, quindi il processo di chiusura previsto dal Michigan può riprendere. La sentenza, però, non equivale alla chiusura automatica dell’impianto e non indica che Campbell abbia smesso di operare l’11 settembre.
La sequenza degli ordini mostra come si è arrivati al contenzioso:
| Data | Evento | Effetto su J.H. Campbell |
| 31 maggio 2025 | Data prevista per il pensionamento | La centrale avrebbe dovuto concludere il proprio ciclo operativo programmato |
| 17 febbraio 2026 | Inizio dell’Order No. 202-26-16 | MISO, in coordinamento con Consumers Energy, doveva mantenere Campbell disponibile fino al 18 maggio 2026 |
| 18 maggio 2026 | Inizio dell’Order No. 202-26-22 | La disponibilità veniva prolungata fino al 16 agosto 2026 |
| 14 agosto 2026 | Emissione dell’Order No. 202-26-39 | L’ordine prevedeva una validità dal 17 agosto al 14 novembre 2026 |
| 11 settembre 2026 | Sentenza unanime del tribunale d’appello | La dichiarazione d’emergenza contestata veniva annullata |
Perché la sentenza può contare anche altrove
Il caso Campbell può diventare un riferimento per contestare altri ordini fondati sulla Section 202(c), soprattutto quando il governo invoca previsioni sulla domanda o sui margini di riserva senza dimostrare una crisi immediata. Ma il precedente non produce un annullamento automatico di tutti gli ordini del DOE.
Ogni impianto, ogni rete regionale e ogni ordine hanno una situazione giuridica distinta. Per questo la decisione può rafforzare argomentazioni in altre controversie senza risolverle in anticipo. È un limite importante: l’effetto diretto riguarda Campbell, mentre l’effetto sugli altri impianti dipenderà dai singoli procedimenti.
La cronologia che chiarisce il caso
La vicenda mette a confronto due orologi diversi. Il primo è quello della pianificazione energetica, che aveva fissato il pensionamento di Campbell e previsto risorse sostitutive. Il secondo è quello dell’emergenza federale, che il DOE ha usato per mantenere disponibile l’impianto oltre la data prevista.
La corte ha stabilito che il secondo non può sostituire il primo senza una prova concreta di emergenza. Per J.H. Campbell, il risultato è l’annullamento dell’ordine contestato; per la politica energetica federale, è un richiamo netto ai confini tra intervento eccezionale e normale gestione della rete.