All’audizione della commissione Business, Innovation, Science, and Trade della Camera dei Comuni britannica, Anthropic ha sostenuto regole vincolanti, OpenAI alcuni obblighi di legge, mentre Google DeepMind ha puntato sugli standard e Meta sui regolatori già esistenti. Le posizioni delle quattro aziende, riportate da WIRED, sono emerse durante un’udienza dedicata alla sicurezza dell’intelligenza artificiale.
Quattro aziende, quattro posizioni sulle regole
| Azienda | Rappresentante | Posizione riferita |
| Anthropic | Liam Booth-Smith | Sostegno a regole vincolanti |
| OpenAI | Tom Duff Gordon | Quadro normativo con alcuni obblighi, a partire dalla segnalazione degli incidenti |
| Google DeepMind | Owen Larter | Enfasi sugli standard |
| Meta | Rob Sherman | Richiamo ai regolatori britannici già esistenti |
La commissione aveva inviato alle quattro aziende lettere con dieci domande il 22 settembre 2026; il 29 settembre era il termine indicato per confermare la partecipazione. Tra i temi figuravano i test di sicurezza obbligatori, l’accesso dell’AISI ai modelli e ai dati di addestramento e la responsabilità dei dirigenti sulle decisioni di rilascio. Infobae ha riferito che il comitato avrebbe esaminato le testimonianze e pubblicato conclusioni e raccomandazioni.
I limiti dell’AI Security Institute britannico
Durante l’audizione, funzionari britannici descrissero il regime di sicurezza dell’IA come volontario. Henry de Zoete, direttore dell’UK AI Security Institute (AISI), spiegò che l’istituto non certificava i modelli e non decideva se potessero essere rilasciati; secondo il resoconto di WIRED, AISI non poteva neppure impedire a un’azienda di pubblicare un modello. L’accesso ai modelli di frontiera dipendeva dalla collaborazione delle aziende e dei governi stranieri.
Liam Booth-Smith ha inoltre detto che Anthropic in precedenza non aveva potuto offrire ad AISI accesso completo e senza restrizioni a Mythos 5.1, ma che in seguito l’istituto aveva avuto accesso al modello.