Il 28 ottobre 2026 Meta ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato dell’entrata in vigore dei nuovi termini commerciali. La consultazione con i gruppi e i responsabili del settore poteva proseguire oltre il 20 novembre; fino ad allora sarebbero rimasti in vigore i termini esistenti, secondo la dichiarazione di Meta riportata da Reuters.

NeoTeo aveva già ricostruito la controversia sui termini commerciali di Meta per gli editori. Il rinvio ha lasciato ai gruppi del settore più tempo per discutere le condizioni proposte.

Il traffico referral non racconta tutta la dipendenza degli editori

Per gli editori, Facebook e Instagram servono anche a raggiungere e coinvolgere il pubblico, promuovere contenuti e acquisire abbonati. Tre responsabili delle audience editoriali intervistati da Digiday hanno descritto usi che vanno oltre il traffico referral, cioè le visite che arrivano da un link sulle piattaforme. Eilidh Wilson, responsabile delle politiche e degli affari pubblici della Professional Publishers Association, ha osservato che il traffico in uscita da Meta è diminuito nettamente, soprattutto dal 2023, ma che gli editori continuano a usare le piattaforme per coinvolgimento, conversioni e acquisizione di abbonati.

I dati Similarweb condivisi con Digiday indicavano un calo annuo del 5% del traffico proveniente da Facebook verso dieci siti editoriali. Una rilevazione distinta di Chatbeat attribuiva alle piattaforme Meta una quota media del 3,47% del traffico globale degli editori nel luglio 2026, su oltre 2.500 domini. Il primo dato misura la variazione del traffico Facebook verso un gruppo definito di siti; il secondo misura una quota media riferita alle piattaforme Meta e a un insieme molto più ampio di domini.

Gli accordi di licenza riguardano editori selezionati

In un resoconto separato, Digiday ha riferito sette accordi pluriennali di licenza di contenuti legati all’IA con editori selezionati, tra cui CNN, Fox News, People Inc. e USA Today Co. Il resoconto non indicava gli importi né i modelli di pagamento.

Questi accordi riguardano partner specifici: da soli non descrivono una politica generale di compenso per gli editori e non attestano una modifica dei termini commerciali proposti da Meta.