In un singolo confronto sulla ricreazione di Foqos da screenshot, Codex è stato giudicato il più fedele sul piano visivo. Claude Code si è distinto per gli interruttori interattivi, mentre Google Antigravity ha prodotto una griglia di attività più uniforme.

Tre agenti hanno ricreato Foqos dagli stessi screenshot

La richiesta era di ricreare in React le schermate dell’app di concentrazione Foqos, partendo da screenshot identici e senza codice sorgente né file di design. Il prompt vietava anche le ricerche esterne sull’app originale. L’obiettivo era riprodurne l’aspetto e realizzare le interazioni visibili, quando possibile.

Il risultato era un’interfaccia React, non una ricostruzione nativa per iOS: il confronto riguardava quindi la resa delle schermate, non le funzioni di sistema dell’app.

Modelli e condizioni comuni

Per la prova sono state usate le versioni con interfaccia a riga di comando (CLI) di Claude Code con Opus 5, Codex con GPT-6 Sol e Google Antigravity con Gemini 3.1 Pro. Per tutti e tre era attivo un livello di ragionamento superiore.

Strumento e modelloRisultato visivo nel confrontoDettaglio distintivo
Codex — GPT-6 SolGiudicato il più fedele per proporzioni, spaziature, schede, posizionamento, icone e tipografia.Ha rinominato Foqos «Fogos».
Claude Code — Opus 5Buona resa complessiva, ma meno fedele in alcuni dettagli visivi.Gli interruttori erano interattivi; comparivano anche i controlli «Enable Live Activity» e «Strict Mode», assenti dagli screenshot.
Google Antigravity — Gemini 3.1 ProCurato e ben strutturato, ma giudicato il meno fedele dei tre.La griglia di attività appariva più uniforme perché non riproduceva alcune sfumature viola più chiare.

Codex è stato giudicato il più fedele sul piano visivo

Nel risultato di Codex, proporzioni e spaziature erano vicine ai riferimenti; anche schede, icone e tipografia sono state valutate positivamente. L’errore più evidente riguardava il nome: l’app era diventata «Fogos».

Claude Code ha aggiunto interattività e controlli

La ricreazione di Claude Code era l’unica in cui gli interruttori potevano essere attivati e disattivati. Includeva però anche «Enable Live Activity» e «Strict Mode», due controlli che non comparivano negli screenshot di partenza.

Antigravity era curato, ma meno fedele nei colori

Google Antigravity ha prodotto un’interfaccia ordinata e rifinita, ma con una resa meno aderente ai riferimenti. Nella griglia di attività, alcune tonalità viola più chiare erano state appiattite, facendo apparire l’insieme più uniforme.