1991. Gli home computer continuavano il loro avanzamento naturale, guadagnando potenza di fuoco con ogni nuova generazione. Grafiche migliori e memoria extra permisero agli sviluppatori dell'epoca di dispiegare tutto il loro talento. Il francese Éric Chahi fu parte di quel gruppo selezionato, e nel giro di due anni creò una delle migliori avventure a piattaforme nella storia dei videogiochi: Another World. Con una dinamica cinematografica superiore, un ampio uso di poligoni e l'inserimento preciso di cutscene, Another World riuscì a presentare una storia meravigliosa, piena di tensione e mistero... senza dire una sola riga di dialogo.
Alcuni sviluppatori mostrano una certa resistenza a rivedere i propri lavori precedenti, e preferiscono concentrarsi sul prossimo progetto, su qualcosa di nuovo. Tuttavia, ci sono anche coloro che hanno deciso di documentare le proprie creazioni originali, e condividere dettagli inediti con il pubblico. Uno di questi è Éric Chahi, mente maestra dietro titoli come Future Wars, Heart of Darkness, From Dust, Paper Beast, e probabilmente il più importante della sua carriera, Another World.
Grazie al successo di Future Wars e alle royalty ricevute, Chahi poté lavorare ad Another World senza pressione editoriale per due anni, ma ciò non significa che il processo sia stato semplice. Sebbene Chahi non si sia mai sentito demotivato, le lunghe sessioni di lavoro (con 10/12/16 ore giornaliere) gli fecero pensare che non avrebbe mai visto la luce in fondo al tunnel, ma le opinioni dei colleghi e le prime critiche confermarono rapidamente che era sulla strada giusta. Nel 1991, Another World terminò di manifestarsi, e attraversò anche l'oceano con una leggera modifica del nome... Out of This World.
Another World: Uno specchio verso un altro mondo
Chahi definisce la fantascienza come «molteplici specchi» del nostro mondo, con cui ogni autore può esplorare la propria visione del futuro, della tecnologia e della fantasia. E Another World lo dimostra dal minuto zero, con l'arrivo del professor Lester Knight Chaykin nel suo laboratorio, alla guida di una favolosa Ferrari 288 GTO. Non sappiamo nulla di Lester, oltre al fatto che è un fisico con accesso a un sincrotrone, che lavora in piena notte e sfida una tempesta imminente. La sua unica compagnia è composta dal sistema di sicurezza, cavi, luci e qualche bevanda in lattina. La solitudine è un elemento fondamentale di Another World, rappresentando in un certo modo ciò che Chahi provò durante la sua creazione.
E dal nulla, il caos. Le particelle accelerate del sincrotrone combinate con l'energia di un fulmine colpiscono la scrivania di Lester, spedendolo... in un altro mondo? in un'altra dimensione? Un secondo prima stava aspettando dati davanti al suo monitor olografico, e il successivo appare sott'acqua, in quella che sembra una piscina gigantesca. L'uscita dall'acqua è confusa ma rapida, e riceviamo il primo riflesso nello specchio di Another World: strane formazioni rocciose, un vento intenso e un cielo con due lune. Come se non bastasse, Lester non è più solo.
Il mondo è popolato da creature aggressive, pericolose, velenose e fondamentalmente affamate. È qui che la componente cinematografica di Another World dispiega tutto il suo potenziale: non c'è interfaccia, non c'è HUD, non c'è energia né salute. Non abbiamo inventario, né contatore di vite. Lester è tanto umano, fragile e vulnerabile quanto chiunque di noi. L'unica cortesia concessa dal gioco è una serie di codici per ripetere i livelli, ma niente di più. La morte fa parte dell'apprendimento in Another World, e credimi: imparerai.
A questo dobbiamo aggiungere la specie dominante, un gruppo di alieni ostili diviso in una apparente classe guerriera, le femmine negli harem e una chiave schiava, condannata alla reclusione, al lavoro forzato e all'arena di combattimento. Ma anche in un ambiente così ostile, Lester riesce a formare qualcosa di simile a un'amicizia con uno schiavo, «Buddy», rinchiuso nella stessa gabbia. Lo stesso Chahi ci dice che Another World è un gioco sull'amicizia, e coltivarla è essenziale: l'unico modo per progredire in alcune sezioni è aiutare e proteggere Buddy.
Durante tutta la partita è possibile identificare quali siano state le principali influenze e fonti di ispirazione per Chahi, da Dune di Frank Herbert alla serie Hyperion di Dan Simmons, passando per Frank Frazetta, Richard Corben (la sua arte su Heavy Metal era puro fuoco), Zdzisław Beksiński e lo stesso Akira Toriyama (se osservi da vicino, la modalità ricaricata dell'arma di Lester è una mini Kamehameha). Allo stesso modo, Another World stimolò la creatività di altri giganti dell'industria, specialmente dall'altra parte del mondo: Hideo Kojima (Metal Gear) e Fumito Ueda (Shadow of the Colossus) hanno citato in misura maggiore o minore Another World, mentre Keiichiro Toyama, creatore di Silent Hill, ha evidenziato l'impatto che gli ha generato la prima scena, quando Lester viene «inghiottito» da un altro mondo.
«E se lo voglio su Windows?»
Anche se sembra incredibile, l'MS-DOS non fu il primo ambiente in cui debuttò Another World. Chahi si concentrò inizialmente sulle piattaforme Amiga e Atari ST, e la versione per PC arrivò nel 1992 grazie al lavoro di Daniel Morais. Una delle pagine ufficiali di Another World contiene dettagli favolosi sulle difficoltà di portare il gioco su diverse console, inclusa una lite con Interplay per la musica per Super NES e Mega Drive (al punto di creare un «fax infinito» con la scritta «Lasciate la musica originale!»), e la censura richiesta da Nintendo per il sangue e la nudità aliena (cancellando un totale di tre pixel in ogni caso).
Se vuoi giocare ad Another World ora, sia GOG che Steam offrono la versione «20th Anniversary» con grafiche ed effetti sonori migliorati. Un'altra possibilità è sfruttare le risorse di emulazione e streaming su Internet Archive, e se hai già accesso ai file originali, è più che sufficiente caricarli in DOSBox. Se sai cosa fai, il gioco dura meno di mezz'ora, ma si tratta di un'avventura imperdibile, che merita decisamente il tuo tempo.