Salesforce ha presentato AIforce il 15 settembre 2026 a Dreamforce, con un’idea semplice da capire e complessa da realizzare: il CRM può restare il luogo in cui vivono dati, workflow, logica aziendale e permessi, ma non deve più essere necessariamente la schermata attraverso cui le persone li usano. AIforce porta queste funzioni in Claude, Slack, Salesforce Lightning e altre interfacce basate su agenti IA.

Il lancio comprende Claudeforce, Slackforce e Agentforce Coworker. Claudeforce è disponibile in beta e include 37 competenze commerciali preconfigurate. Salesforce sostiene inoltre che le richieste passano attraverso i permessi e le regole aziendali già presenti nella piattaforma e che i fornitori dei modelli esterni non conservano i dati aziendali nell’ambito della sua architettura Zero Data Retention.

Salesforce sposta il CRM oltre la propria schermata

AIforce è il livello di interfaccia e orchestrazione che collega le capacità di Salesforce a strumenti IA esterni. In pratica, un utente può chiedere a Claude di lavorare con informazioni commerciali, usare Slack per attivare un flusso o interagire con Salesforce Lightning senza partire ogni volta dai menu e dai dashboard tradizionali.

La distinzione rispetto ad Agentforce è importante: Agentforce è la componente dedicata agli agenti e alla forza lavoro IA di Salesforce, mentre AIforce è il livello che consente a questi agenti e agli strumenti di terze parti di accedere alle capacità del CRM e utilizzarle. Non è quindi soltanto un nuovo chatbot, ma un modo diverso di esporre dati, azioni e regole già presenti nella piattaforma.

Tre prodotti, tre modi per entrare in Salesforce

La prima famiglia di strumenti comprende tre prodotti con ruoli diversi:

ProdottoInterfaccia principaleFunzione supportataStato o ambito dichiarato
ClaudeforceClaudeProspezione commerciale, gestione della pipeline, preparazione delle riunioni, analisi delle trattative e revisione della pipelineBeta; 37 competenze commerciali preconfigurate
SlackforceSlackAccesso al contesto Salesforce, superfici interattive condivise, aggiornamento dei record e attivazione di workflowFunzioni e pacchetti dipendono dal contratto del cliente
Agentforce CoworkerSalesforce LightningAnalisi di account, attività e storico; possibilità di richiamare agenti Agentforce esistentiSalesforce dichiara 100.000 attivazioni nei primi 35 giorni

Claudeforce è il tassello più immediato per chi vuole usare Claude come punto di accesso alle attività commerciali. Salesforce Development, il plug-in per Claude Code dedicato allo sviluppo sulla piattaforma, comprende inoltre più di 40 competenze.

Slackforce punta invece sul lavoro quotidiano: conversazioni, dati e aggiornamenti possono convivere nello stesso spazio. Salesforce cita Engine come cliente iniziale; l’azienda sostiene che il prodotto permetta al personale di descrivere ciò di cui ha bisogno e ottenere un’interfaccia operativa costruita sui dati già disponibili, senza lasciare la conversazione.

Agentforce Coworker è il componente più vicino a un collega digitale integrato in Salesforce Lightning. Fulton Bank ha dichiarato di essere passato da zero a più di 20 casi d’uso in produzione, destinati a circa 3.000 utenti. Sono numeri riferiti da Salesforce e dal cliente nel contesto del lancio, non una misura generale dell’adozione della piattaforma.

MCP è l’infrastruttura sotto AIforce

Alla base c’è Headless 360, l’architettura che Salesforce presenta come fondamento tecnico di AIforce. Comprende server del Model Context Protocol (MCP), API, plug-in, competenze riutilizzabili, strumenti per sviluppatori e altre modalità per esporre le funzioni della piattaforma senza passare dall’interfaccia standard.

La differenza pratica è questa: Headless 360 fornisce i mattoni tecnici; AIforce li organizza in interfacce pronte per il lavoro con Claude, Slack, Lightning e altri agenti. Per le aziende che hanno personalizzato pesantemente Salesforce, il valore dipenderà quindi da quanto bene queste competenze riusciranno a rispettare dati, processi e configurazioni specifiche dell’organizzazione.

Koa è una scommessa separata sul ragionamento CRM

Koa non è l’interfaccia di AIforce, ma un modello di ragionamento dedicato agli scenari CRM e destinato ad Agentforce. Salesforce lo descrive come costruito su NVIDIA Nemotron 3 Super e addestrato con scenari CRM sintetici provenienti da più di 14 settori, attraverso una fase di supervised fine-tuning seguita da GRPO, una tecnica di apprendimento per rinforzo.

Il modello è in fase di sperimentazione presso clienti selezionati e dovrebbe occuparsi di attività articolate in più passaggi, combinando informazioni, strumenti e regole aziendali. Salesforce ha indicato anche un risultato sul proprio benchmark CRM, ma il dato appartiene alla valutazione interna dell’azienda e non costituisce una misura generale delle prestazioni di Koa.

La separazione tra i due elementi evita un equivoco frequente: AIforce decide come rendere accessibili dati e workflow; Koa è il modello specializzato che Salesforce vuole usare per ragionare sulle attività CRM. Possono lavorare insieme, ma non sono lo stesso prodotto.

Il vero test aziendale riguarda la governance

Portare un agente dentro il CRM non elimina la complessità amministrativa: la rende più veloce. Prima di abilitare questi strumenti, un’organizzazione deve quindi esaminare almeno cinque aree concrete:

  • Permessi: le autorizzazioni esistenti devono corrispondere davvero alle azioni che un agente può eseguire.
  • Approvazioni e accesso in scrittura: leggere un record e modificarlo sono operazioni molto diverse, soprattutto quando l’agente può avviare workflow.
  • Qualità dei dati: informazioni incomplete o incoerenti possono produrre risposte e azioni altrettanto incoerenti.
  • Auditabilità: le aziende devono poter ricostruire quali dati e quali regole hanno portato a una risposta o a un aggiornamento.
  • Configurazioni personalizzate e costi: competenze generiche, integrazioni con Claude e componenti Salesforce devono adattarsi all’ambiente reale senza creare un conto o una manutenzione sproporzionati.

Salesforce presenta AIforce come un sistema governato dai permessi, dalla sicurezza e dalle regole già esistenti. Il punto operativo, però, è che un’interfaccia conversazionale può rendere molto più rapide sia le attività corrette sia quelle autorizzate in modo troppo ampio. Il lavoro di governance non scompare: diventa parte integrante del progetto.

Cosa cambia per Salesforce

Con AIforce, Salesforce prova a mantenere il CRM come luogo in cui risiedono dati, workflow e logica aziendale anche quando l’utente lavora in Claude, Slack o in un’altra interfaccia. La schermata tradizionale perde centralità, mentre la piattaforma punta a diventare il livello di dati e regole che alimenta esperienze diverse.

È una trasformazione più ampia di un semplice collegamento API: AIforce combina l’accesso ai dati con competenze operative, permessi e agenti. La sua riuscita dipenderà dalla capacità di rendere questa velocità compatibile con controllo, tracciabilità e configurazioni reali delle aziende.